Home Attualità Bari, da oggi attivo lo sportello “sos voucher”

Bari, da oggi attivo lo sportello “sos voucher”

Nato con l’intento di dare informazioni sull’utilizzo dei voucher e denunciare le condizioni di sfruttamento e lavoro nero. Lo sportello sarà aperto tutti i mercoledì dalle ore 16 alle ore 20, in via Loiacono

Nasce lo sportello ‘sos voucher’. L’intento è quello di fornire al cittadino informazioni sull’utilizzo dei voucher e denunciare le condizioni di sfruttamento e lavoro nero. Con sede nella Camera del Lavoro di Bari in via Loiacono presso la Cgil metropolitana, lo sportello sarà aperto tutti i mercoledì dalle ore 16 alle ore 20. Ma quello al quartiere Japigia  non sarà l’unico punto di informazione e denuncia a tema. Cgil Bari e Filcams, la categoria che segue i lavoratori più colpiti da questa problematica nell’ambito del commercio, turismo e servizi, hanno messo in piedi uno sportello itinerante le cui tappe saranno:

– Molfetta 18 Giugno dalle ore 16:00 alle ore 20:00

– Polignano 24 Giugno dalle ore 16:00 alle ore 20:00

– Alberobello 28 Giugno dalle ore 16:00 alle ore 20:00

I voucher sono i tagliandi da dieci euro l’ora  (7 euro e cinquanta per chi li riceve) introdotti nel 2008 per pagare il lavoro occasionale nei vari settori come agricoltura, commercio, giardinaggio, lavori domestici, servizi, turismo. Molti degli impieghi che oggi vengono pagati con questa formula potrebbero essere lavori a tempo ma regolati. Con il voucher svaniscono i contratti nazionali di lavoro, i contributi previdenziali, le tutele sociali, e si può assumere e licenziare quando si vuole. Il voucher di fatto non garantisce alcun diritto al lavoratore se non quello dell’1,2 euro di contributi versati all’Inps per una futura pensione. L’utilizzo di questa formula di pagamento del lavoro, anomala e paradossale, anziché combattere il lavoro nero, lo crea, aggirando le norme. La città di Bari è quella in cui si fa maggior uso di voucher: nei primi tre mesi del 2016 sono stati venduti 435 mila voucher, ovvero il 37,4 per cento di tutti i buoni venduti in Puglia. Di qui la necessità di uno sportello fisso e altri itineranti per denunciare i fenomeni di sfruttamento che si nascondono dietro l’uso dei voucher.

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