Home Attualità Bari, lo strano primato dei consolati onorari: la nostra inchiesta sul proliferare...

Bari, lo strano primato dei consolati onorari: la nostra inchiesta sul proliferare delle nomine diplomatiche

Tempo di lettura stimato: 1 minuto

Che ad un titolo corrisponda un ritorno in termini di prestigio è assodato. Ma quali interessi si nascondano dietro la nomina di un diplomatico è un interrogativo a cui vorremmo dare una risposta. Parliamo dei tanti, troppi, consoli onorari che bari vanta. Esattamente 31, soltanto nel capoluogo. Insieme con Napoli e Palermo, Bari, è tra le città del sud Italia, con il maggior numero di consolati. Titoli che proliferano di anno in anno e di cui vengono insigniti professionisti di ogni settore. Non importa se poi di politica internazionale ne sappiano poco o niente. Importante è intascare un titolo, una lettera Patente (firmata dal capo dello stato del Paese di invio e ratificata dall’exequatur, emesso dalla Farnesina), Una Carta di identità speciale che riconosce le funzioni consolari , valida per l’identificazione. A questo si aggiunge la targa cc, corpo consolare, quella piccola ovale da apporre al lato della targa normale dell’automobile. ovviamente il diritto al posto auto riservato. Privilegi a cui dovrebbe corrispondere un impegno concreto del diplomatico che ( seppur non percependo stipendio o rimunerazioni) dovrebbe assicurare un servizio alla comunità che rappresenta? Ma quanti lo fanno davvero? In quanti casi il console onorario tutela gli interessi dei cittadini del paese che rappresenta ? Quale relazioni economiche e culturali promuove sul territorio ? Quale ritorno, in termini di economia, produce ? A cosa serve ad esempio, un console con un passaporto diplomatico di un Paese del terzo o quarto mondo, se non per attraersare la frontiera del paese emittente?

Riceverai una mail per la validazione dell'iscrizione. Leggi la nostra guida alla privacy

Lascia un commento

Inserisci un commento!
Inserisci il tuo nome qui