/* pubblicità google */ /* pubblicità automatica negli articoli */

Bari, "No ai canili privati e al business randagismo": associazioni animaliste contro la modifica della legge regionale

Bari, "No ai canili privati e al business randagismo": associazioni animaliste contro la modifica della legge regionale

Animalisti in rivolta contro il fenomeno del randagismo a scopo di lucro. Il coordinamento Regione Puglia delle Associazioni di Protezione Animale si schiera compatto contro la proposta di modifica della legge regionale 12/95 "Interventi per la tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo". Tale modifica, presentata dai consiglieri di maggioranza Romano, Mazzarano, Amati, Campo, Caracciolo, Loizzo, Blasi, Lacarra, Mennea, Abbaterusso, Pentassuglia, prevede infatti ex art. 1 e 2 che i Canili Sanitari (la cui istituzione è obbligatoria per legge) possano essere costruiti e gestiti anche dai privati, ponendo dei dubbi su possibili speculazioni. 

 

"Secondo un dossier della LAV pubblicato nel 2016 relativo ai costi del randagismo nelle varie Regioni, i comuni pugliesi spendono per il mantenimento ad vitam dei cani nei canili 73.108 euro al giorno, per un totale di circa 27 milioni. Riguardo le adozioni i dati sono indicativi: il canile consortile di Copertino (LE), gestito da una Associazione, registra 233 affidi mentre il canile privato di Tricase (Le) solo 4. E ancora, in 5 anni il canile sanitario di San Giorgio Jonico (Ta) gestito da un’associazione di volontariato ha affidato (fonti Anagrafe Regionale) 217 cani contro il canile privato San Raphael (Ta) che ne ha invece affidati 2", denuncia il coordinamento pugliese degli animalisti in un comunicato, sottolineando come "il numero di affidi nelle strutture incida in maniera decisa sui costi, consentendo ai Comuni proprietari dei cani affidati un consistente risparmio economico". 

 

"Questa proposta di modifica della legge", prosegue la nota, "ci riporta indietro di 20 anni e vanifica i tanti sforzi fatti da tante realtà, rappresentando così il sabotaggio di una legge perfetta, che se fosse stata correttamente applicata avrebbe portato ad una definitiva risoluzione del fenomeno randagismo. La modifica proposta da questi Consiglieri Regionali è a esclusivo vantaggio dei tanti canili privati che ancora oggi hanno una posizione dominante nella nostra Regione: esiste un business randagismo in Puglia che sfiora i 30 milioni di euro. Quei canili dove l'adozione rappresenta un concetto vuoto, perché sono posti nati per produrre reddito e spesso l'unica possibilità che i cani reclusi hanno di lasciare la struttura è solo dentro un sacco di plastica nero". 

 

"Ad essere tutelati da questa modifica", denunciano ancor più forte i firmatari del comunicato, "sono anche quei canili che abbiamo imparato a conoscere attraverso le foto raccapriccianti delle condizione dei cani rinchiusi e rese pubbliche all’indomani dei sequestri giudiziari che hanno colpito alcune di queste strutture nella nostra Regione". Per tutti questi motivi, i sostenitori di questa battaglia concludono: "diciamo no a questa proposta e attendiamo che il Presidente Emiliano si esprima sulla vicenda, certi che la visione della nostra Puglia come unico grande canile privato non possa essere condivisa dal massimo esponente regionale". 

Utilizziamo cookies per fornirti la miglior esperienza di navigazione. Nessun tuo dato sensibile sarà salvato ne venduto a terzi come da richiesta del GDPR.