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Bari, defibrillatori in tutte le residenze studentesche Adisu: un team di dipendenti pronto a fronteggiare emergenze h24

Defibrillatori semiautomatici installati in tutte le residenze studentesche baresi dell’Adisu e 25 dipendenti formati per fronteggiare 24 ore al giorno ogni emergenza ed eseguire le procedure del BLS (Basic Life Support) come appunto la defibrillazione: una manovra di vitale importanza e dagli effetti salvifici se effettuata in tempi ristretti anche dal personale non sanitario.

Prosegue quindi il progetto di cardioprotezione della popolazione studentesca con l’introduzione delle apparecchiature salvavita nelle strutture baresi di competenza dell’Adisu Puglia: dal Fraccacreta, al Petrone, passando per i complessi Starace, Dell’Andro, Fresa e Politecnico-Ex Cum.

«Il servizio di primo soccorso – commenta Alessandro Cataldo, Presidente Adisu Puglia – rappresenta una buona pratica “da lode” in tema di gestione degli spazi principali di aggregazione e di vita associata e per la diffusione capillare della cultura della cardioprotezione, segnatamente nei contesti dove risiedono anche soggetti diversamente abili».

Per il direttore generale di Adisu Puglia, Luciano Tarricone, «la sfida per assicurare il Diritto allo Studio universitario passa non solo dalla garanzia di posti alloggio accoglienti per gli studenti meritevoli ma anche attraverso la sicurezza dei luoghi, affidati a personale qualificato e competente, in grado di utilizzare tempestivamente presidi sanitari moderni ed efficienti».

Lo scorso 9 novembre 2016 presso la casa dello studente “Maria Corti” di Via Lombardia a Lecce era già stato installato il primo defibrillatore in una residenza universitaria pugliese. L’apparato salvavita era stato donato dall’ing. Marco Cataldo, componente del C.d.A. dell’ADISU Puglia. Gli apparati salvavita costituiranno in Bari presidi stabili di una rete di servizi disponibili sul territorio per la comunità metropolitana. Ogni anno, in Italia, muoiono circa 60.000 persone a causa di un arresto cardiaco e la letteratura scientifica ha dimostrato che, in questi casi, un intervento di primo soccorso rapido ed adeguato può ridurre del 30% questi decessi.

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