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Bari, novità al Policlinico: con ecografia 3D diagnosi tumore al seno in 10 minuti

Un’ecografia tridimensionale automatica del seno che in 10 minuti permette al medico di fare una diagnosi più veloce e accurata del tumore per le donne con tessuto mammario denso. La nuova frontiera tecnologica per l’imaging senologico si chiama ‘Sistema Abus’ che, con l’innovativo tavolo di biopsia mammaria 3D, mette il Policlinico di Bari tra le prime aziende sanitarie pubbliche a utilizzare questi innovativi strumenti, migliorando la diagnosi e il trattamento del tumore al seno.

“Stiamo utilizzando queste nuove apparecchiature da qualche settimana e con le strumentazioni tridimensionali di ultima generazione, di cui sono ormai dotati tutti i nostri ambulatori, stiamo recuperando il gap di prestazioni non erogate nel 2020 con blocco delle attività ambulatoriali non urgenti, disposto in tutte le regioni italiane a causa della pandemia da Covid19”, ha spiegato il professore Marco Moschetta, coordinatore della Breast Care Unit, nel corso della diretta sulla pagina Instagram del Policlinico realizzata in occasione della Giornata internazionale della donna.

“L’attività di prevenzione è più importante che mai anche in questo periodo – ha ricordato Moschetta – i tumori non si fermano a causa del Covid. Per questo l’attività di diagnosi e interventistica di secondo livello che svolge il Policlinico è andata avanti rispettando tutti i percorsi di sicurezza anti Covid. Nel corso del 2020 sono state prese in carico dalla nostra Breast Care Unit, 372 pazienti con tumore della mammella, rispetto ai 360 trattati nel 2019”.

Al Policlinico di Bari è stato finora recuperato l’85% delle prestazioni ambulatoriali programmabili non urgenti precedentemente sospese, eseguendo nel 2020 presso l’unità operativa di Senologia 35.000 prestazioni di diagnostica ed interventistica (46.000 nel 2019). “Le prestazioni non erogate rispetto all’anno precedente siamo impegnati a sanarle entro la fine di aprile, anche grazie alla maggiore velocità e precisione dei nuovi dispositivi tecnologici”, ha evidenziato il prof. Moschetta.

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