Home Attualità ‘Condomini sociali’, a Triggiano una nuova struttura per l’accoglienza delle donne vulnerabili

‘Condomini sociali’, a Triggiano una nuova struttura per l’accoglienza delle donne vulnerabili

Un nuovo condominio sociale destinato a donne sole, senza dimora, vittime di tratta o discriminazione e con problemi socio-sanitari, è stato inaugurato a Triggiano, grazie al protocollo d’intesa siglato  tra l’assessorato al Welfare del Comune di Bari e l’Aps International Fundraiser Association.

La struttura sorge al secondo piano di un immobile di pregio nel centro di Triggiano, dove al momento potranno essere ospitate sei donne al massimo. È suddivisa in mini appartamenti autonomi, estesi su una superficie di circa 180 metri quadrati.

“L’appartamento – spiega l’assessore al Welfare Francesca Bottalico – è gestito in semi autonomia e destinato a sei donne. Offrirà accoglienza a quante presentano anche condizioni di vulnerabilità socio-sanitarie o lievi disabilità. È un ulteriore passo avanti con cui intendiamo rispondere in maniera rapida ai casi più fragili, di cui non sempre la sanità riesce tempestivamente ad occuparsi, specialmente in questo periodo”.

Fanno parte dell’equipe il coordinatore, un operatorie sociale, un operatore sanitario, un mediatore linguistico, un informatico, un cooperatore internazionale, un comunicatore, un ingegnere della sicurezza, un medico e uno psicologo. L’associazione che gestisce la casa di comunità dovrà operare in rete con i servizi sociali del territorio e con tutti i servizi pubblici e privati attivi per il contrasto alla grave emarginazione adulta, interfacciandosi inoltre con i servizi sanitari.

L’accesso avverrà previa valutazione del servizio sociale professionale o, in casi di emergenza, del Pronto Intervento Sociale: dopo la fase di osservazione e conoscenza della storia personale dell’ospite, gli operatori e il servizio sociale competente elaboreranno dei progetti di intervento individualizzati con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’autonomia individuale e sociale e, con essa, la possibilità di inserimento o reinserimento lavorativo.

Entro la fine dell’anno, dopo alcuni interventi già programmati, la struttura entrerà a regime con una capacità di accoglienza di dodici persone.

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