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‘Chiudere tutto e tutti’, striscioni nel centro di Bari. I ristoratori si sentono discriminati: “Paghiamo solo noi”

“Chiudere tutto e tutti”. Questo il testo di alcuni striscioni apparsi nelle ultime ore a Bari. Uno è stato appeso sul ponte XX settembre, quello che collega corso Cavour a viale Unità d’Italia. Un altro nel borgo antico. L’altro sul sovrappasso pedonale del sottovia Luigi Di Savoia, una volta Duca degli Abruzzi, da tutti conosciuto come ‘il sottopassaggio di Sant’Antonio’. Uno perfino in tangenziale. Nessuna firma e nessuna rivendicazione, ma a sposare il messaggio sono in primis i ristoratori.

Come Luciano Lamorgese, titolare de La Svolta Ristopizza, che sul proprio profilo personale e su quello dell’attività condivide le foto con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni. “Panifici che vendono primi piatti, pizze, lasagne e panzerotti. Salumerie che vendono panini gourmet e parmigiane. Pescherie che vendono fritture e tartare. Supermercati che vendono carne alla brace e paste al forno. Basta. Ora chiudete tutto e tutti – scrive il ristoratore, sposando il messaggio contenuto negli striscioni -. E se non potete farlo, riaprite tutto. Non possiamo pagare solo noi”. I ristoratori, è evidente, si sentono discriminati.

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