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Occupazione femminile, tra le 5 regioni messe peggio in Europa ben 4 sono italiane: c’è anche la Puglia

L’Italia resta la Cenerentola d’Europa per l’occupazione femminile: quattro regioni del Sud risultano nel 2020 tra le cinque peggiori nell’Ue a 27, alle spalle solo della Mayotte, regione d’oltremare francese. Nell’anno della pandemia il tasso di occupazione femminile in Europa è stato in media del 62,4% per le donne tra i 15 e 64 anni ma il tasso in tre regioni italiane si è attestato sotto il 30% con la Campania in calo al 28,7%, la Calabria al 29% e la Sicilia al 29,3%. La Puglia scende al 32,8% mentre la Mayotte si ferma al 23,9%.

Nella fascia tra i 25 e i 54 anni, l’età nella quale si è concluso il percorso di studi e si ha la maggiore energia per lavorare, l’Italia del Sud riesce a occupare meno di quattro donne su 10 (il 38,6%). In Campania le donne in questa fascia d’età sono occupate solo al 34,3%, in calo dal 34,9% del 2019 con quasi 40 punti di ritardo dalla media Ue a 27 (74,1%).

Largamente sotto il 40% restano la Calabria (34,8%) e la Sicilia (35,1%), mentre la Puglia sfiora questa soglia con il 39,9%. Queste regioni italiane, dunque, sono le peggiori in Europa dopo la Mayotte (33,7%). In Germania la media dell’occupazione femminile in questa fascia di età è all’81,8%.

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