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Bari, Emiliano ricorda Fumarulo nell'anniversario della strage di Capaci: "Compagno di strada nella lotta alla criminalità"

Bari, Emiliano ricorda Fumarulo nell'anniversario della strage di Capaci: "Compagno di strada nella lotta alla criminalità"

Il governatore pugliese Michele Emiliano, in un post su Facebook ha ricordato, a 25 anni dal tragico evento, la strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Rocco Dicillo e Antonio Montinaro (pugliesi), e Vito Schifani. Nel suo lungo messaggio, riferisce una nota della Regione, Emiliano ha dedicato anche un "pensiero speciale" a Stefano Fumarulo, il dirigente regionale e suo stretto collaboratore scomparso di recente a 38 anni, "compagno di strada in tutti questi anni nell'impegno per la lotta non repressiva alla criminalità".

 

"Questa - scrive Emiliano su Fb - sarebbe stata una di quelle 'nostre' giornate", in cui Stefano "mi avrebbe suggerito cose che non abbiamo fatto in tempo a condividere". "Adesso - prosegue - chiamerò Tilde Montinaro, suo marito, i suoi figli e parleremo dei nostri cari che tanto ci mancano e parleremo anche di Stefano. In questo giorno Lui si occupava del loro dolore e lo faceva senza retorica, senza apparire, senza alcuna speculazione mediatica". "Lo facevamo insieme - sottolinea il governatore - assolvendo da compagni di lotta ad un compito che apparteneva peró alla nostra essenza umana. Ci condividevamo l'un l'altro nel cammino per una vita migliore per gli ultimi, contro tutte le mafie, le prepotenze, le ingiustizie, le menzogne".

 

"Ricordavamo il 23 di maggio - rimarca Emiliano - non perché tutti facevano così, ma per un bisogno interiore. Che adesso ci farà ricordare per sempre anche Stefano in questa data, assieme a coloro per la cui memoria tanto si era speso". "Non credo - rileva - che nessuno si dispiacerà per questo. Anche lavorare infaticabilmente per la memoria della morte violenta dei Giusti costituisce quell'eroismo quotidiano che accomuna le generazioni e che alla fine batterà Cosa Nostra e le altre mafie". "Da oggi - conclude Emiliano - camminano sulle nostre gambe non solo le idee delle vittime di Capaci, ma anche quelle di Stefano che per tanti anni ha fatto camminare sulle sue quelle di Giovanni, Francesca, Antonio, Vito e Rocco".

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