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Monopoli, campagna social del lido fa infuriare il web. La proprietà: “Bimbi ben accetti ma ci sono delle regole”

Monopoli, campagna social del lido fa infuriare il web. La proprietà: “Bimbi ben accetti ma ci sono delle regole”

“Che caduta di stile, personalmente non metterò mai più piede in questo lido”. Il commento postato su Facebook è poco morbido ma di sicuro non è il più duro della lista. Il lido in questione è il Marzà di Monopoli e a fare infuriare il popolo del web è una campagna di comunicazione che lo stabilimento balneare di contrada Santo Stefano ha deciso di lanciare proprio attraverso il noto social network.

 

“Amiamo i bambini ma anche la quiete”. Questa la frase scritta a chiare lettere nella locandina pubblicata lunedì mattina sulla pagina del Marzà. Al centro poi, un’immagine racchiusa all’interno di un rettangolo. È un’operazione aritmetica. Un’addizione, precisamente. I due addendi sono un biberon e una tutina da neonato, il risultato è un bimbo che piange. La rete ha interpretato il messaggio in modo più o meno univoco: bambini poco graditi all’interno della struttura.

 

Il post quindi ha prodotto oltre 200 reazioni e circa 700 commenti. Quasi tutti dello stesso tenore. Si va dal pesante insulto rivolto al proprietario allo sdegno per quella che ai più è parsa una discriminazione apparentemente incomprensibile. Qualcuno sceglie la strada dello sfottò e chiede se, in favore della quiete, sia vietato l’ingresso anche a chi sceglie di indossare rumorose ciabatte in legno. A difendere la posizione del lido ci pensano alcuni frequentatori abituali della spiaggia ma dai gestori della pagina alcun cenno.

 

“Non ne vale la pena – spiega il proprietario del Marzà, Viero Affatato -. Chi ha commentato il post in una determinata maniera mira solo a screditare me e il lido. Probabilmente per motivi diversi rispetto a quelli in discussone. Leggo considerazioni relative a un mio presunto odio verso i bambini e altre accuse infamanti che sono lontanissime dalla verità e dallo spirito che anima la struttura. Chiariamo subito un aspetto: non abbiamo stabilito alcun divieto d’ingresso per i bambini. Ci sono solo delle regole da rispettare e sono tutte legate da un denominatore comune: chi viene da noi cerca una giornata di relax ed è nostro dovere concedergliela. Il bambino, per sua natura, non può sapere quali siano queste regole ma l’adulto sì. È a loro che è rivolto il messaggio”.

 

“La spiaggia è molto piccola, ci sono degli scogli e in generale è poco adatta ai bambini. Ma non ne vietiamo assolutamente l’ingresso – ribadisce il proprietario -. Il nostro più che altro è un invito, consigliamo ai nostri clienti di prestare particolare attenzione ai loro figli. All’ingresso abbiamo affisso anche un altro cartello: non si accede con palla e racchettoni. Significa che ce l’ho anche con gli sportivi? Assolutamente no. Cerchiamo solo di creare una determinata situazione. Chi ne cerca delle altre, può andare altrove. A Monopoli ci sono tantissime spiagge ed è giusto che ognuno cerchi quella più adatta alle proprie esigenze”.

 

“Faccio un esempio pratico – continua -. Domenica al Marzà abbiamo ospitato il live di alcuni musicisti. Io ho una figlia di sette anni che nella circostanza era lì con un amichetto. Hanno iniziato a rincorrersi sul prato a ridosso della band, disturbando i musicisti e chi era lì per godersi il concerto. Mi sono alzato, mi sono seduto sul prato ed ho spiegato loro che per il rispetto degli altri sarebbe stato più opportuno andare a giocare sulla sabbia: ho smesso di ascoltare il concerto, sono andato con loro e ci siamo divertiti senza dare fastidio a nessuno. Questo è quello che chiedo alla gente che viene a trovarci. Attenzione e rispetto delle esigenze altrui. Marzà non è contro i bambini, semplicemente cerca di sensibilizzare la propria clientela circa determinate regole che abbiamo stabilito per salvaguardare il servizio offerto alla clientela stessa”.

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