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Sanità, sei Punti di Primo Intervento del Barese aperti solo 12 ore al giorno. Montanaro: “Mancano 27 medici”

Sanità, sei Punti di Primo Intervento del Barese aperti solo 12 ore al giorno. Montanaro: “Mancano 27 medici”

Sei Punti di Primo Intervento Territoriali del Barese, a partire dal primo luglio, abbandoneranno l’operatività H24 e saranno aperti solo 12 ore al giorno. Lo rende noto il direttore generale della Asl Bari, Vito Montanaro. Si tratta dei comuni di Conversano, Casamassima, Rutigliano, Castellana Grotte, Giovinazzo e Santeramo in Colle.

 

“La Asl Bari - spiega Montanaro -, ha programmato questa riconversione in considerazione della grave carenza di medici da adibire nel settore dell’emergenza urgenza a causa della quale si determina nell’attuale organizzazione un detrimento sulle postazioni Mike che garantiscono la costante copertura sanitaria del territorio di appartenenza a fronte dell’attività svolta nei PPIT in cui si registra un basso numero di accessi giornalieri”.

 

“Nel dettaglio – continua il direttore generale – la riduzione da H24 ad H12 dei Punti di Primo Intervento Territoriali nei Comuni di Conversano, Casamassima, Santeramo in Colle, Castellana Grotte, Rutigliano e Giovinazzo non comporterà il venire meno dell’assistenza territoriale e primaria dato che: nei Comuni di Conversano, di Casamassima, di Santeramo in Colle, oltre la presenza H 12 del PPIT è garantita la presenza H 24 dell’ambulanza medicalizzata (in gergo Mike) che ha a bordo un medico e un infermiere professionale oltre ad un autista soccorritore; nei Comuni di Castellana Grotte e Giovinazzo oltre presenza H 12 del PPIT, è garantita la presenza H 24 dell’ambulanza non medicalizzata (in gergo India) che ha a bordo un infermiere, due soccorritori ed un autista, anch'egli soccorritore; nel Comune di Rutigliano rileva la presenza H 12 del PPIT, ed una vicinanza dalla struttura ospedaliera di Triggiano pari a circa 10 Km”.

 

“Si tratta di scelte sofferte – conclude Montanaro – ma che si rendono necessarie per le oggettive condizioni di carenza di personale medico a cui si collega direttamente la sicurezza delle prestazioni sanitarie offerte e quindi la tutela dei pazienti”.

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