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‘La mia vita tra calcio e politica’, l’ex biancorosso Ebagua sfiora l’elezione a Varese: “Amo le nuove sfide”

La competizione è tra squadre avversarie, che scendono in campo senza risparmiarsi, per portare a casa il risultato. Una sfida all’ultimo voto, sostenuti dalle tifoserie. Cosa hanno in comune lo sport e la politica, è Giulio Ebagua a spiegarlo: l’ex calciatore del Bari si è infatti candidato come consigliere comunale a Varese a sostegno dell’attuale sindaco Davide Galimberti, eletto con una coalizione di centrosinistra.

“Sono fuori dal consiglio comunale per pochissimi voti – racconta il calciatore, attaccante del Varese – ma potrebbe profilarsi per me un altro incarico di fianco a un assessore, per esempio, per continuare a fare esperienza, sempre mettendo a disposizione le mie conoscenze sportive”. Ebagua non lo dice, ma chissà non si tratti proprio di un posto da protagonista in giunta.

Giulio Ebagua, nato in Nigeria e cresciuto a Torino, ha esordito nella primavera del Torino: nel 2015 è sbarcato a Bari, per giocare in biancorosso 16 partite e segnare due gol. Dal calcio alla politica, la sua seconda vita passa per una campagna elettorale, quella appena conclusa a sostegno del sindaco (vincente) del centrosinistra. “Ho 35 anni, sono cresciuto dalle suore con educazione cattolica – racconta – Ho imparato a giocare a calcio in oratorio, e poi ho cominciato a girare l’Italia per cercare fortuna”. Il primo vero incarico incassato a Varese, dove ora è tornato. “Giocherò penso per altri due anni ancora – riflette – e non frattempo ho avuto voglia di provare una nuova esperienza”.

Tutto è cominciato su sollecitazione di un’amica giornalista. “Cercava una spalla per candidarsi, poi lei ha rinunciato e io non mi sono fermato – sorride Ebagua – Ho partecipato agli eventi in campagna elettorale, ai comizi di piazza, ho messo la mia immagine al servizio del candidato sindaco per migliorare le strutture sportive in città”. Il campo di competenze su cui puntare, d’altronde, non può che essere quello da gioco.

“Non sono entrato in consiglio per meno di una decina di voti – confessa, appena dispiaciuto – ma non intendo rinunciare, ho voglia di affiancare qualcuno per crescere, studiare, documentarmi e imparare”. Stare tra la gente che acclama, anche senza aspettarsi un gol, è adrenalina per l’attaccante. “Un’opportunità per conoscere persone nuove e arricchirsi con l’entusiasmo contagioso degli altri – sorride Ebagua – E’ un campo diverso, ma mi piacciono le nuove sfide”.

 

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