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Grano dal Canada, Coldiretti Puglia in protesta a Roma: “Così si uccide il Meridione. Salviamo il made in Italy”

Grano dal Canada, Coldiretti Puglia in protesta a Roma: “Così si uccide il Meridione. Salviamo il made in Italy”

“Così si uccide il Meridione”, “Non svendiamo i nostri marchi storici”, “#stopCETA per salvare il Made in Italy”. Sono questi gli slogan di centinaia di agricoltori pugliesi, allevatori, oltre a consumatori, sindacalisti e ambientalisti, scesi in piazza Montecitorio a Roma per fermare il trattato di libero scambio con il Canada, che per la prima volta nella storia dell’Unione Europea accorda a livello internazionale il via libera alle imitazioni dei prodotti più tipici e spalanca le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero.

 

L’iniziativa è della Coldiretti, insieme a un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch), che chiede di procedere ad una discussione approfondita in Parlamento, prima di assumere una decisione di ratifica che porterebbe ad un'indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi con una vera e propria svendita del Made in Italy.

 

“Si continua a nascondere ai consumatori che un pacco di pasta su cinque prodotto in Italia è fatto con grano coltivato in Canada– denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – . Già lo scorso anno è arrivato in Italia oltre un milione di tonnellate di grano dal Canada, dove viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato che è, però, vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno”.

 

L’argomento è di stretta attualità, soprattutto alla luce del carico di grano canadese sequestrato e poi dissequestrato al porto di Bari nei giorni scorsi.

 

”Particolarmente grave e insidioso - incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – è il principio di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie che consentirebbe di vendere prodotti canadesi in Italia, evitando nuovi controlli, perché grano e carne sarebbero ritenuti equivalenti a quelli italiani. In Canada, però, sono usate 99 sostanze attive vietate nell’UE. Gran parte di queste sono molecole risalenti agli anni ’70, vietate nell’UE da circa 20 anni. Tra queste ci sono l’acefato, il carbaryl, il carbendazim, il fenbutatin oxide, il paraquat, l’acido solforico per i quali, oltre all’elevata tossicità riscontrata, sono comprovati o comunque non sono esclusi effetti neurotossici, cancerogeni, effetti sulla mutagenesi, sulla riproduzione e, più in generale, sugli ecosistemi. Alcune sostanze attive che sono impiegate nell’UE sotto controllo, come il glifosate ed i neonicotinoidi, non sono soggette in Canada ad alcuna limitazione. In Canada, inoltre, è consentito l’uso della streptomicina usata per la lotta alle batteriosi delle colture, mentre in Italia l’uso di antibiotici in agricoltura è vietato sin dal 1971”.

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