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Grano, obbligo indicazione di origine in etichette. Coldiretti: “Fine all’inganno di prodotti spacciati per Made in Italy”

“Con i due decreti interministeriali che introducono l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta si mette fine all’inganno dei prodotti importati dall’estero e spacciati per Made in Italy”. Lo sostiene il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, in una nota nella quale commenta la firma dei decreti da parte dei Ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo economico, Maurizio Martina e Carlo Calenda. I decreti prevedono, a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, una fase di 180 giorni per l’adeguamento con l’obbligo definitivo che scatterà il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta. “L’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie, a partire da una profonda revisione delle norme sul codice doganale nel settore agroalimentare che prevede paradossalmente che sia chiamata farina italiana quella ottenuta dal grano straniero macinato in Italia. A pesare sono le importazioni in chiave speculativa che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e che influenzano i prezzi delle materie prime nazionali anche attraverso un mercato non sempre trasparente”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine – sottolinea la Confederazione nella nota – è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004.

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