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Inchiesta Banca Popolare di Bari, Jacobini: “Accuse rancorose. Noi corretti e trasparenti”

Inchiesta Banca Popolare di Bari, Jacobini: “Accuse rancorose. Noi corretti e trasparenti”

“Sono accuse rancorose, che provengo da un dirigente licenziato per giusta causa”. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, il presidente della Banca Popolare di Bari, Marco Jacobini, dopo aver denunciato l’ex dirigente per tentata estorsione, ha risposto con fermezza agli addebiti che hanno portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Bari sull’acquisto della Cassa di risparmio di Teramo da parte dell’istituto di credito barese. “Nei 40 anni che ho vissuto nella banca Popolare di Bari, di cosidette accuse specifiche ne ho viste parecchie: tutte però sono crollate di fronte alle relative, numerose verifiche”, sono ancora le parole di Jacobini, che rispetto all’acquisizione della Banca abruzzese ha sottolineato che “si è rivelata e si sta rivelando un’opportunità”. Il presidente Jacobini,sull’accostamento della sua banca a quelle venete finite nell’occhio del ciclone, ha dichiarato che la Popolare ha sempre improntato la propria condotta all’insegna della massima attenzione e della rigorosa correttezza. Infine, un sospetto: “Comincio a pensare che nei confronti dell’unica grande banca territoriale del centro sud, sia in atto una strategia dell’attenzione fondata su strumenti ed elementi che forse hanno poco a che fare con i principi di concorrenza e trasparenza”, sono ancora la parole di Jacobini, che ha sottolineato più volte di avere massima fiducia della magistratura.

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