/* pubblicità google */ /* pubblicità automatica negli articoli */

Università, sciopero dei professori ed esami della sessione autunnale a rischio: il rettore Uricchio scrive agli studenti

Università, sciopero dei professori ed esami della sessione autunnale a rischio: il rettore Uricchio scrive agli studenti

Sciopero dei professori e primo appello della sessione autunnale degli esami a rischio. Lo scenario che avvolge l’Università è comune in tutte le città d’Italia e non sembra essere dei migliori. Il rettore dell'Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Antonio Uricchio, ha deciso però di parlare agli studenti attraverso una lettera che riceviamo e pubblichiamo integralmente.

 

Carissimi Studenti,

 

come certamente sapete, è in corso in questi giorni lo sciopero proclamato dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria. Per effetto di questo sciopero, indetto per il periodo che va dal 28 agosto al 31 ottobre, molti colleghi di varie università italiane si asterranno dallo svolgimento del primo appello della sessione autunnale degli esami di profitto. La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha ritenuto legittimo lo sciopero, anche se ha posto alcune condizioni ritenute essenziali al fine di non pregiudicare il diritto allo studio degli studenti universitari. La stessa Commissione ha dato incarico alle singole università di vigilare sul corretto svolgimento dello sciopero, al fine di non arrecare alcun danno al diritto degli studenti di proseguire nel percorso degli studi. A tal fine, nella qualità di Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ho inviato a tutti i docenti e ricercatori dell’Ateneo barese una nota in data 29 agosto 2017, avente ad oggetto tutte le indicazioni utili al fine di contemperare il diritto allo sciopero dei docenti con i diritti degli studenti al regolare svolgimento della loro carriera universitaria.

 

Le motivazioni poste a base dello sciopero sono peraltro note e risalgono al decreto legge n. 78 del 2010, che stabiliva per il quinquennio 2011-2015 il blocco, relativo sia agli effetti economici sia a quelli giuridici, delle retribuzioni di molte categorie del pubblico impiego, ad eccezione della Magistratura e dell’Avvocatura dello Stato. Con la legge finanziaria del 2015 il blocco veniva interrotto, anche se con decorrenza per i soli docenti universitari dal 1 gennaio 2016. Il trattamento riservato ai docenti universitari si differenziava non solo dai magistrati e dagli avvocati dello stato, ma da tutte le altre categorie del pubblico impiego, per le quali si prevedeva non solo lo sblocco della retribuzione a far data dal 1 gennaio 2015, ma anche il riconoscimento degli effetti giuridici dell’anzianità di servizio per il periodo precedente. Dunque, una sperequazione nel trattamento retributivo dei docenti universitari inaccettabile e della quale non se ne comprendono le ragioni.

 

E’ evidente che uno degli obiettivi di uno sciopero è quello di generare un disagio negli utenti del servizio pubblico. Un disagio che ha indotto molti docenti a non aderire allo sciopero, non perché non se condividano le motivazioni e neppure per evitare inutili spaccature all’interno di una categoria che deve restare unita a difesa della dignità dell’Università e della funzione docente, ma solo perché non si ritiene che gli studenti debbano pagare il prezzo di scelte sbagliate del governo nazionale.

 

La comunità universitaria barese è quindi unita nel riconoscere la fondatezza delle ragioni della protesta. Auspichiamo tutti che il governo nazionale riconosca le giuste rivendicazioni dei docenti universitari ad un trattamento eguale agli altri pubblici dipendenti, come peraltro emerge dalle recenti dichiarazioni del Ministro agli organi di stampa.

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS

Utilizziamo cookies per fornirti la miglior esperienza di navigazione. Nessun tuo dato sensibile sarà salvato.