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Bari, inaugurata Fiera del Levante. Gentiloni: “Non ci sono mai state condizioni più favorevoli per investire nel Mezzogiorno”

“Non ci sono mai state condizioni più favorevoli per investire nel Mezzogiorno”. Così il premier Paolo Gentiloni ha inaugurato l’81esima edizione della Fiera del Levante. Il presidente del Consiglio, dopo il discorso, ha lasciato la Fiera saltando la visita istituzionale negli stand, inizialmente prevista dal programma. Nella cronologia, i passaggi più salienti della cerimonia.

 

10.00 – Gentiloni è a Bari. “Con la Regione Puglia c’è dialogo e collaborazione istituzionale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a margine della visita nell’azienda di prodotti aerospaziali Sitael di Mola di Bari, rispondendo alla domanda dei giornalisti su un possibile scontro con la Regione dopo la bocciatura da parte del Governo della legge regionale pugliese sulla partecipazione. “Ci mancherebbe lo scontro” ha detto Gentiloni lasciando l’azienda per dirigersi in Fiera del Levante di Bari dove parteciperà alla cerimonia di inaugurazione della 81/a edizione della Campionaria.

 

10.30 – Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è arrivato alla Fiera del Levante dove stamani inaugurerà la 81ma edizione della Campionaria. Gentiloni è stato accolto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dal sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, dal commissario dell’ente Fiera, Antonella Bisceglia, e dal presidente della Camera di commercio di Bari, Alessandro Ambrosi. In sala è presente il ministro per la Coesione e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.

 

10.45 – DECARO. Ciro, bimbo salvato da sotto le macerie di una casa crollata a Ischia, e Giovanni, ragazzino del Libertà che va salvato dalle macerie sociali del quartiere. L’81esima edizione della Fiera del Levante inizia così, con il discorso istituzionale di Antonio Decaro. Il sindaco di Bari porta sul palco due esempi di stretta attualità, nazionale e locale, per indicare la strada. “La politica non deve ascoltare le domande e basta – dice il sindaco -. Deve dare risposte. Lavorare sodo e fornire progetti concreti”.

 

“Come rappresentante di tutti i comuni italiani rivolgo la richiesta al presidente del Consiglio dei ministri di aiutarci a bandire dal vocabolario la parola emergenza”. Dice Decaro, rivolgendosi al premier Paolo Gentiloni. “Il terremoto del 21 agosto ad Ischia, le vittime ed i feriti, le case crollate e le storie spezzate” ha poi chiesto al Presidente del Consiglio dei ministri di “aiutarci a sostituire la parola emergenza con le parole prevenzione, regole, difesa del territorio, sicurezza legalità, ricostruzione e comunità”. Decaro tocca poi il problema dell’immigrazione. E infine, nei ringraziamenti, si commuove nel ricordo di Maria Maugeri. “E soprattutto ringrazio te, Maria, che non hai mai mollato di un centimetro, nemmeno nei giorni più difficili. A te, che forse in questo momento mi stai ascoltando, vorrei dire che quando il torrino, simbolo della Fibronit, è venuto giù, scoprendo un pezzo di cielo, in quel cielo mi è sembrato di vedere i tuoi occhi. E i tuoi occhi sorridevano, di quel sorriso fiero che avevi quando vincevi le tue battaglie. Le nostre battaglie. Questa città non dimenticherà il tuo sorriso, Maria Maugeri, e continuerà a guardare nella direzione che ci hai indicato. È una promessa che faccio a te e che faccio a tutti i baresi”.

 

11.00 – EMILIANO. Inizia il discorso del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il governatore parte dal sole e dal mare della Puglia per arrivare subito al caso della OM carrelli. “Sarebbe bello se il suo Governo dopo aver fatto tanto per creare questa fabbrica desse indirizzo a tutte le pubbliche amministrazioni statali attive nelle città gravate da problemi di PM10 e di inquinamento da circolazione automobilistica di usare solo auto totalmente elettriche come la “nostra”. Con l’auto elettrica Tua Autoworks avremo così completato la filiera dell’automotive pugliese nella zona industriale di Bari”. Emiliano passa poi all’Ilva di Taranto. Poi alcune stilettate. “Ho letto sui giornali che il suo Governo ha impugnato la nostra legge sulla partecipazione nella parte in cui consente a noi pugliesi di discutere in un dibattito pubblico delle opere di interesse nazionale nelle quali è coinvolta per ragioni istituzionali anche la Puglia dovendo esprimere intese o pareri. Si pretende dunque da parte del Governo che in questi casi i pugliesi non possano discutere tra di loro delle opere di interesse nazionale che riguardano il loro territorio?”, chiede Emiliano. “Eppure la nostra legge è identica sul punto a quella della Toscana – aggiunge -che pure non è mai stata impugnata dal Governo. Per ragioni che non comprendo il Governo ha più paura della libera discussione dei pugliesi che di quella dei toscani?”, chiede ancora Emiliano. “Nessuno deve avere paura del confronto. Il problema non sono le grandi opere o i vaccini. Il problema è la volontà dei cittadini di dire la propria sui grandi temi. La voglia degli italiani di riappropriarsi di spazi di partecipazione e autodeterminazione, nel rispetto delle leggi e degli obiettivi del Paese”.

 

11.30 – GENTILONI. “Non ci sono mai state condizioni più favorevoli per investire nel Mezzogiorno”. Questo il passaggio più saliente del discorso del premier Paolo Gentiloni sul palco. “È un momento cruciale per la nostra economia e per il percorso che il Paese sta affrontando – ha detto il presidente del Consiglio in apertura -. Ci sono notizie incoraggianti: la crescita è andata oltre tutte le previsioni fatte fino a un anno fa, il Paese può vantare performance notevolissime soprattutto in alcuni settori”. Poi, la questione vaccini. “Rivendico con orgoglio la decisione del governo sull’obbligatorietà dei vaccini dagli zero ai sei anni. Non possiamo, in un Paese civile e moderno come l’Italia, dare alcuno spazio a posizioni che negano, contraddicono o sminuiscono le conquiste della scienza o le condizioni della salute dei nostri bambini”.

 

“Abbiamo bisogno di fiducia – ha detto poi Gentiloni -, di istituzioni rassicuranti, che diano certezza della capacità di essere presenti, di difendere il Paese e la salute dei nostri concittadini”. La ripresa economica ha “prodotto anche conseguenze positive in termini sociali: il numero di occupati in Italia è tornato ai livelli del 2008 che erano livelli record con 23 milioni di persone al lavoro e il lavoro degli ultimi anni ha quasi interamente recuperato i posti perduti negli anni della crisi più acuta. Dal 2008 al 2013 si sono persi un milione e novantamila posti di lavoro, oltre novecentomila sono stati recuperati negli ultimi tre anni”. Infine l’ottimismo proiettato sul Mezzogiorno: “E la prossima legge di bilancio renderà queste condizioni ancora più favorevoli”.

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