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Triggiano, protesta rianimatori AAROI EMAC al Fallacara: "Esposti a responsabilità professionale". Conca (M5S): "Rischio per pazienti e medici"

Triggiano, protesta rianimatori AAROI EMAC al Fallacara: "Esposti a responsabilità professionale". Conca (M5S): "Rischio per pazienti e medici"

Un paziente arriva al Pronto Soccorso di Triggiano nel cuore della notte. La sua situazione clinica richiede immediatamente la presenza di un anestesista rianimatore. Durante le ore notturne però al Fallacara questa figura è presente solo come reperibile. Un medico, cioè, deve essere disponibile a chiamata entro 30 minuti. Il tempo, che in certi casi cambia il destino di un paziente, scorre inesorabile e questo intervallo può costare la vita.

 

Questa descritta è solo un’ipotesi, comunque verosimile, di ciò che potrebbe accadere ogni giorno. In quello che dovrebbe presto diventare punto di primo soccorso gestito solamente dal 118. Almeno in teoria. La conversione del Pronto Soccorso, prevista nell’ambito del Piano di riordino, è subordinata al trasferimento degli ultimi reparti ancora presenti a Triggiano (la pneumologia, la Medicina Interna, la Psichiatria e le Malattie infettive). I prime due dovrebbero spostarsi definitivamente al Di Venere entro novembre, mentre per l’SPDC ci sarà ancora da attendere. Tradotto: il Pronto Soccorso resterà lì ancora per un po’ di tempo.

 

Ed è qui che emerge la questione sollevata dagli anestesisti, attraverso una nota inoltrata dal sindacato AAROI EMAC alla Direzione della ASL Ba. La presenza di un rianimatore, solo reperibile (peraltro in organico non al Fallacara ma al Di Venere) durante le ore di guardia notturna mette in pericolo l’incolumità dei pazienti, che magari in condizioni di urgenza necessiterebbero di cure in pochi minuti e invece sono costretti ad attendere gli specialisti necessari per salvare loro la vita, per essere solo a quel punto trasportati in una struttura attrezzata 24h su 24 per questo tipo di emergenze. Senza trascurare il rischio professionale che si assume un medico costretto a operare in condizioni non rispondenti agli standard previsti dalla legge.

 

Anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Mario Conca si è espresso al riguardo: “Così si mettono in pericolo sia gli anestesisti, costretti a operare in condizioni inidonee, che i pazienti - ha affermato dopo aver chiesto spiegazioni al Dipartimento per la Salute e alla ASL - Servirebbe piuttosto una guardia attiva sul posto. Del resto le strade sono due: o quell'ospedale non si chiude e lo si attrezza per l'emergenza urgenza, come peraltro da me sempre sostenuto, oppure si deve procedere con la solerzia del caso".

 

Mentre proprio il Direttore Generale della Azienda Sanitaria di Bari Vito Montanaro garantisce: “Stiamo valutando la sostenibilità dell’organizzazione del lavoro per come è attualmente configurato. Non ci sono preclusioni a priori rispetto alle richieste che ci sono state sottoposte”.

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