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Bari, Giovanni XXIII verso la separazione dal Policlinico: al futuro polo pediatrico mancano medici e infermieri

Bari, Giovanni XXIII verso la separazione dal Policlinico: al futuro polo pediatrico mancano medici e infermieri

Reparti chiusi di notte, personale carente e un Pronto soccorso perennemente in emergenza. Il Giovanni XXIII si prepara a dividersi dal Policlinico di Bari, con la nomina di un sub commissario, Antonello Del Vecchio, che dal primo ottobre guiderà l’operazione di scorporamento. L’ospedale dovrebbe trasformarsi nel polo pediatrico di riferimento della regione. Ma allo stato attuale tutto sembra in alto mare, a partire proprio dal Pronto soccorso.

 

Il personale è in perenne affanno per la carenza di medici e infermieri. Nei fine settimana i genitori attendono per ore una visita e i poveri operatori più di una volta hanno subito aggressioni da parte dell’utenza. Anche il servizio Scap, che dovrebbe alleggerire la struttura dai codici verdi e bianchi, ancora tarda a partire. Del resto il problema è strettamente legato alle carenze dei reparti. Per moltissime specialità manca la reperibilità h24. Se un bimbo arriva in ospedale dopo aver inalato un corpo estraneo non c’è un radiologo presente fisicamente in struttura e bisogna attendere l’arrivo del primo in pronta disponibilità.

 

Lo stesso vale per esempio per il laboratorio d’analisi e per l’otorino. Non sono rari i casi in cui il piccolo utente è costretto a tornare in struttura tre volte in giorni diversi: la prima per l’accettazione, la seconda per la consulenza specialistica e la terza per le dimissioni dal pronto soccorso. Per non parlare di quei reparti completamente assenti al Giovanni XXIII ubicati invece al Policlinico, come la neonatologia, l’oncologia pediatrica, o la neuropsichiatria infantile. Per finire con l’ultimo caso emblematico: l’ematologia senza banca del sangue.

 

Su quali basi si imposterà il futuro del polo pediatrico pugliese, senza medici e reparti? Anche il noto neonatologo Nicola Laforgia ha preso posizione sul tema. “Una pediatria forte può realizzarsi solo se si costruiscono percorsi virtuosi costruiti all’interno di un’azienda mista ospedaliero-universitaria che, forte di servizi, competenze superspecialistiche e professionalità, sia in grado di rispondere ai bisogni delle famiglie. – scrive in un lungo post su Facebook – Staccare tutta la componente pediatrica dal Policlinico per creare un’azienda nuova è sbagliato da diversi punti di vista ed è anche impraticabile”.

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