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“Vogliamo la banca del sangue adesso”, all’Ospedale Perinei macchinari sotto la polvere da tre anni. Conca (M5S): “Manca volontà politica per partire”

La presa di un macchinario staccata. Le stanze ancora vuote e un cartello affisso alla parete: “Voglio la banca del sangue adesso”. L’ospedale è il Fabio Perinei, meglio noto come Ospedale della Murgia, a metà strada tra Gravina e Altamura. Una delle strutture più belle e nuove della regione, quasi da non sembrare pubblica. Eppure sotto il bel vestito sono ancora molti i tasselli mancanti. Il caso più emblematico è quello della banca del sangue.

 

Accanto a un servizio trasfusionale che ha raccolto più di quattromila unità di sangue da inizio anno e seicento tipizzazioni di midollo osseo da aprile (quando in tutta la regione sono state appena duemila), le stanze destinate a questo scopo sono attualmente inutilizzate. O meglio, all’interno ci sono già attrezzature per un valore che si avvicinerebbe al milione di euro, ferme da tre anni. In pratica il sangue che raccolgono ad Altamura viene inviato al Di Venere di Carbonara.

 

E se serve in uno dei reparti dell’ospedale della Murgia i medici sono costretti a richiederlo indietro di nuovo a Carbonara. Un avanti e indietro che diviene ancora più complicato di inverno, quando la neve rende difficoltosi i collegamenti. Dalla Asl fanno sapere che il servizio sarà avviato entro il primo semestre del 2018. Intanto al riguardo si è espresso il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca.

 

“Questo ospedale è il più nuovo di tutta la Puglia, è aperto da poco più di tre anni. Ha strutture già predisposte per accogliere la banca del sangue ma manca la volontà politica per concludere il passaggio finale e individuare il personale per poter istituire la banca del sangue che metterebbe in sicurezza l’intero ospedale”.

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