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Giovanni XXIII verso la separazione dal Policlinico, le famiglie dei bambini ospedalizzati scrivono a Emiliano: “Ci ascolti”

Giovanni XXIII verso la separazione dal Policlinico, le famiglie dei bambini ospedalizzati scrivono a Emiliano: “Ci ascolti”

Il Giovanni XXIII si prepara a dividersi dal Policlinico di Bari. L’ospedale dovrebbe trasformarsi nel polo pediatrico di riferimento della regione ma, come abbiamo più volte documentato, allo stato attuale tutto sembra in alto mare, a partire proprio dal Pronto soccorso. Così, le famiglie dei bambini ospedalizzati scrivono una lettera al presidente della Regione Michele Emiliano. Una missiva che riceviamo e pubblichiamo integralmente.

 

“Stimato Presidente,

 

siamo un gruppo di genitori di bambini con delle gravi e complicate patologie e vorremmo avere la possibilità di esprimere il nostro parere in merito all'imminente riordino ospedaliero che prevede lo scorporo dell'ospedale “Giovanni XXIII” dal Policlinico di Bari.

 

Siamo certi che la sua sensibilità nei confronti di chi quotidianamente vive la patologia può contribuire a creare un sistema sanitario realmente al servizio dei cittadini.

 

È innegabile come a fronte dei bambini che nel corso della loro vita sviluppano una patologia è più importante la casistica dei piccoli che nascono con una patologia, e la maggior parte di quest'ultimi hanno la fortuna di avere una diagnosi prenatale. Pertanto una struttura ospedaliera che ospiti un reparto di Ostetricia e contestualmente uno di Neonatologia offre, senza ombra di dubbio, un servizio qualitativamente alto in termini di sicurezza della madre e soprattutto del bambino. Questo perché consente una cura del neonato che, ancor prima dell'avvenuta nascita, parte dalla vita fetale e mette in campo sinergie volte ad un unico obiettivo: la salute del nascituro. Lo stesso dicasi per un reparto di Neonatologia che, in un rapporto di continuità, affida il neonato, dopo avergli dato assistenza nei primi mesi di vita, a pediatri specialisti, consegnando a questi, insieme al piccolo, il suo percorso terapeutico, e la sua famiglia. Questa modalità di prendersi cura del bambino, attualmente esistente, garantito da un consorzio unico con il prezioso supporto della ricerca universitaria, presenta comunque delle criticità, specie nel passaggio dalla Neonatologia alla Pediatria.

 

È su queste debolezze che a nostro avviso la Regione avrebbe dovuto puntare nell’azione di riordino del sistema sanitario.

 

Per questo non comprendiamo la scelta fatta di scorporare due strutture che dovrebbero lavorare sinergicamente, ne tantomeno quali possano essere le finalità di un’azione che al contrario riteniamo rischiosa per la salute dei nostri figli. Questa separazione graverebbe fortemente sul processo di cura continua del bambino, oltre a mettere in pericolo la sua vita durante il periodo di degenza nella Neonatologia, dove l’avvalersi delle consulenze pediatriche del Giovanni XXIII diventerebbero certamente più complicate. Da genitori di neonati patologici abbiamo potuto realmente constatare come una sanità pugliese sinonimo di eccellenza fosse realmente possibile. Una pianificazione vincente dovrebbe fare delle eccellenze fari illuminanti, strade maestre da percorrere per una sanità migliore. Infine crediamo che un progetto davvero giudizioso, oltre che sensato, debba tenere conto, in quanto trattasi di neonati e di bambini, delle famiglie che sono tagliate fuori da un destino che invece le coinvolge e a volte “stravolge”.

 

Pertanto chiediamo di poter fare parte di un eventuale tavolo operativo, o semplicemente di essere ascoltati per portare le nostre esperienze, esaminare insieme agli ”addetti ai lavori” le criticità, le debolezze e i punti di forza, che solo chi vive in prima persona conosce.

 

Vogliamo essere fautori attivi, protagonisti principali del destino e della salute dei nostri bambini, non possiamo assistere passivamente e certi della sua comprensione Le chiediamo di ascoltarci”.

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