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Bari, alternanza scuola-lavoro. Studenti in piazza: “Ci considerano manovalanza per i loro interessi” - VIDEO


Bari, alternanza scuola-lavoro. Studenti in piazza: “Ci considerano manovalanza per i loro interessi” - VIDEO

Studenti e studentesse di Bari sono scesi in piazza questa mattina in occasione dello sciopero nazionale dall’alternanza scuola-lavoro convocato dall’Unione degli Studenti. I ragazzi che stanno manifestando per le vie della città sono circa mille e protestano anche contro le scarse risorse riservate alla scuola pubblica e le condizioni dell'edilizia scolastica.

 

“Rivendichiamo il nostro diritto ad un’istruzione gratuita e di qualità e ad un’alternanza scuola-lavoro inerente con i percorsi formativi - spiega Davide Lavermicocca, coordinatore dell’Unione degli Studenti Puglia - . Abbiamo deciso di lanciare uno perché non possiamo più accettare di essere mandati nelle aziende a svolgere dei percorsi, che talvolta si rivelano vero sfruttamento, per nulla inerenti con il nostro percorso di studi e senza alcuna tutela”.

 

“Durante lo scorso anno – continua lo studente -, abbiamo svolto un’inchiesta regionale sulle condizioni degli studenti e delle studentesse impegnati in questo progetto. I dati parlano chiaro: il 97% degli studenti ha espresso la volontà di poter decidere maggiormente sui percorsi di alternanza scuola-lavoro, il 78% crede sia stata una perdita di tempo e oltre la metà degli studenti intervistati ha dichiarato di volere una Carta dei diritti che tuteli gli studenti e le studentesse”.

 

“Scendiamo in piazza per praticare la nostra idea di alternanza scuola-lavoro – conclude Lavermicocca -. Un’idea di alternanza scuola lavoro gratuita, decisa anche dagli studenti, libera dal ricatto delle grandi aziende e attenta alla qualità della formazione pratica. La nostra idea di alternanza scuola-lavoro non coincide con i percorsi fatti nei periodi estivi e di vacanza che rendono manodopera gratuita gli studenti, privati del loro tempo libero, che diventano più appetibili dei lavoratori salariati che in questo modo vengono espulsi dai loro luoghi di lavoro. Noi lanciamo una provocazione: se ci trattano da lavoratori noi incrociamo le braccia e ci facciamo giustizia insieme”.

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