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Costruzione nuovo ospedale di Monopoli, quel bando lampo che fa discutere: l’ANCE chiede più tempo

Diciannove giorni per formulare un’offerta appetibile per la costruzione dell’ospedale di monopoli. A lanciare la missione, impossibile per alcuni imprenditori, possibile, evidentemente, per la stazione appaltante, la Asl ba che ha pubblicato lo scorso 4 ottobre la gara da oltre 80 mln di euro per realizzare un’eccellenza sanitaria nel sud barese. 300 posti in una struttura all’avanguardia con criteri improntati all’efficienza e all’innovazione. Insomma, non proprio un prefabbricato con mattoni a incastro.

 

Eppure quel tempo per l’azienda guidata da vito montanaro e congruo. Ma non invece per l’associazione costruttori edili che all’indomani della pubblicazione del bando, il 4 ottobre scorso, ha immediatamente inviato una lettera agli uffici sul lungomare Starita per chiedere una proroga dei termini anche a garanzia del favor partecipationis. Ovvero, dare la possibilità al più ampio numero di imprese di partecipare, evitando dunque di restringere il campo delle offerte a pochi eletti.

 

Un punto questo, disciplinato in modo forte e chiaro nel nuovo codice degli appalti. Ma quello dei termini è anche il leit motiv delle richieste di chiarimento al bando. In tanti, tra coloro che hanno effettuato l’accesso sulla piattaforma Empulia, hanno chiesto al rup, se fosse possibile prorogare la scadenza della consegna delle offerte fissata per il 23 ottobre prossimo. Ma nessuna aperura dalla stazione appaltante. Il termine lampo, infatti, è consentito dalla legge, quando, come in questo caso, si pubblica un avviso di preinformazione. Una sorta di prologo per le imprese che vengono allertate sulla pubblicazione futura del bando.

 

Ma allora, perché la gara non è stata pubblicata prima? Domanda ormai fuori tempo. Ma in ballo ci sarebbe anche un’altra questione. Basta collegarsi alla piattafroma Empulia, nella sezione chiarimenti al bando in questione per scoprire quali imprese si stiano interessando alla gara. Dati sensibili alla mercè di chiunque che potrebbero, il condizionale è d’obbligo, costituire anche una violazione alla segretezza della partecipazione. Ma alla richiesta di una impresa di non pubblicare nell’interfaccia i propri dati, arriva la risposta del rup che suona come uno scaricabarile. La piattaforma in questione (si legge in una delle rispote al quesito) non è di proprieta della stazione appaltante.

 

E l’interfaccia è pubblica e visibile a tutti. Tradotto: nessun controllo su di essa. Ma c’è un dettaglio, non ininfluente. Empulia è gestita da Innovapuglia, societa partecipata della Regione, la stessa che ha programmato e intercettato i finanziamenti per la costruzione dell’ospedale. Come dire, la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Farebbe sorridere, se la questione non fosse cosi seria.

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