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“Tutte le donne in turno la notte hanno subito uno o più episodi di violenza”, report shock dell’Ordine dei medici di Bari

“Tutte le donne in turno la notte hanno subito uno o più episodi di violenza”, report shock dell’Ordine dei medici di Bari

La quasi totalità delle donne medico che prestano servizio di notte nelle sedi di guardia in Provincia di Bari si sentono insicure e tutte quelle che si trovano a lavorare da sole si fanno accompagnare da un parente o pagano addirittura un servizio di vigilanza privata perché vegli sulla loro sicurezza. Tutte coloro che svolgono la loro attività nella continuità assistenziale (guardia medica) confessano di aver subito uno o più episodi di violenza, spesso verbale e talora fisica, in molti casi non denunciati per sfiducia nelle istituzioni. È il quadro che emerge dalle voci delle donne medico raccolte dall’Osservatorio sulla Sicurezza istituito dall’Ordine dei medici di Bari.

 

L’esercito di cittadini, composto da amici e parenti, che si mobilita per rendere un po’ più sicuro il posto di lavoro dei “medici della notte”, in gran parte donne, evidentemente non basta. Raccontano di lavorare in zone isolate, in sedi esposte, prive dei requisiti di sicurezza. Spesso sono anche accompagnate nelle visite domiciliari, soprattutto in quartieri “difficili” della città. Tra i racconti che tirano in ballo le tante mamme, c’è quello che riguarda l’anziana di 76 anni, che per non lasciare sola la figlia ha deciso di starle accanto nelle notti di guardia. La minoranza di donne medico più fortunate, che lavorano in sedi di guardia con uno o più colleghi, si fanno comunque accompagnare durante le visite domiciliari dai medici di sesso maschile se presenti o da persone di fiducia.

 

L’Ordine ha raccolto anche una serie di video, in cui tutte le donne medico raccontano di sedi situate in strade isolate o in luoghi dove è difficile che qualcuno possa intervenire in caso di aggressione e dell’inesistenza di sistemi di sicurezza efficaci: telecamere montate ma non funzionanti, pulsanti “rossi” per la richiesta di intervento urgente delle forze dell’ordine mai effettivamente messi in funzione, videocitofoni non attivi, infissi per nulla efficaci ad evitare intrusioni. In strutture come Valenzano una serie di cancellate più che tenere fuori gli eventuali intrusi sembrano progettate per impedire la fuga in caso di pericolo, mentre a Santo Spirito da 5 mesi le luci esterne sono spente e il cancello automatico è aperto.

 

In questo contesto, fanno crescere la paura e il senso di insicurezza anche i molestatori seriali apparentemente “inoffensivi”: come il paziente che da anni si presenta a fine turno nelle diverse sedi di guardia medica della provincia di Bari lamentando dolori alla zona inguinale, per importunare donne medico in servizio da sole.

 

“È indegno di un paese civile, qual è il nostro Paese, che i medici per svolgere la propria attività di assistenza e cura a favore dei cittadini debbano pagarsi il personale che garantisca la loro sicurezza nella totale indifferenza delle Istituzioni a cui compete per legge la tutela dei lavoratori”, commenta il presidente dell’Ordine dei Medici di Bari, Filippo Anelli. Per questo e per denunciare le gravissime carenze in tema di sicurezza e sollecitare il governo regionale a fornire con urgenza risposte adeguate, venerdì 10 Novembre dalle ore 13 alle ore 17 l’intera classe medica, convocata da tutti i sindacati del mondo della dipendenza e dei convenzionati, scenderà in strada, in via Capruzzi davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia.

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