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Tavole ecosostenibili per cavalcare le onde, dalla Puglia arriva “Loop”: il surf che azzera l’impatto ambientale

Tavole ecosostenibili per cavalcare le onde, dalla Puglia arriva “Loop”: il surf che azzera l’impatto ambientale

Surf, da passione a lavoro. Prima studenti, poi artigiani e imprenditori con un’unica missione: promuovere la disciplina del surf tramite la produzione di tavole ecosostenibili. Alessandro Grande e Giovanni Miglionico si sono conosciuti al Politecnico di Bari, durante le lezioni alla Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura. Hanno scoperto di avere una passione in comune, quella che da quasi dieci anni li porta in giro per l’Italia a cavalcare le onde.

 

Pugliesi doc, il primo di Trani e il secondo di Gravina, hanno pensato di rendere quello che loro chiamano stile di vita una vera e propria attività redditizia. Creare tavole da surf con la loro firma: Loop. “L’idea è nata nel 2015 – ci dice Alessandro – Abbiamo pensato a un nuovo prodotto che fosse del tutto ecosostenibile e che potesse fungere da alternativa alle tavole attualmente in commercio”. Polistirolo al cento per cento riciclabile, bioresina con alta composizione vegetale, poi legno e fibre naturali come lino, iuta e basalto. “L’alto impatto innovativo delle tecnologie di laminazione – continua – è stato riconosciuto anche dalla Regione Puglia. Abbiamo vinto il bando PIN e diventeremo finalmente una società in nome collettivo”.

 

Dopo due anni dedicati alla creazione di prototipi, quindi, Loop ad oggi può considerarsi una realtà in divenire. Nel frattempo, per dedicarsi allo shape, ossia alla lavorazione materiale delle tavole, entrambi si appoggiano nel loro laboratorio di Trani. Il processo inizia con la progettazione, grazie a un software 3D di ultima generazione. Successivamente, con delle macchine a controllo numerico vengono creati i cosiddetti pani di polistirolo, con densità e forma variabile in base all’impostazione iniziale. Dopodiché si procede con il taglio a caldo del polistirolo, per poi levigare manualmente ogni singola tavola. Ultimo passaggio, obbligatorio, è provarla in mare. In qualsiasi giorno dell'anno, l’importante è che ci siano onde. Perché più che un hobby è una devozione.

 

Chi non conosce questa disciplina pensa che sia possibile praticarla solo nell’oceano, dove le onde si infrangono con cadenza quasi quotidiana. Il miglior modo per fare surf in Italia è andare alla costante ricerca della condizione migliore, restando incollati alle previsioni meteo. “L’importante è essere sempre in gruppo e condividere queste esperienze con i propri amici. Il surf è la connessione più intima tra l’uomo e la natura”. Ma è anche uno sport, forse uno dei più impegnativi dal punto di vista fisico e psicologico. Bisogna gestire la paura, rispettare il mare e non abbassare mai la guardia. Con le onde ci si diverte ma non si scherza, “ci si può far male se non si fa attenzione”, avverte Giovanni Miglionico.

 

La sua storia è diversa: si è innamorato del surf durante un lungo soggiorno a La Coruña, in Spagna, dove ha passato qualche mese per il progetto Erasmus. “Sono sempre stato affascinato dalle onde, ma è vero che questa disciplina in Italia continua a essere poco conosciuta. Prima di iniziare non pensavo di poterla praticare anche sulla costa barese. Ho cominciato frequentando una scuola surf in Galizia – continua Giovanni – e una volta tornato a casa ho comprato la mia prima tavola. La passione che lega me ed Alessandro ci ha portato a scoprire luoghi diversi in cui testare le nostre tavole, tra spot noti o segreti”. Si impara così a conoscere i venti, a farsi una cultura del mare a trecentosessanta gradi.

 

E il progetto di Alessandro e Giovanni non si ferma alla sola produzione di tavole ma l'intenzione è di creare una cultura sportiva, con eventi mirati alla divulgazione della disciplina, insegnando anche a rispettare i vari gruppi di surfisti che popolano gli spot. Chi conosce il surf sa quanto sia fondamentale entrare in sintonia con la gente, “per integrarsi nell'ottica della condivisione”. In caso contrario è facile sentir parlare del localismo, quel fenomeno per cui gli habitué di alcune spiagge tendono a far sì che la loro zona non venga popolata da gente maleducata. Rispetto delle persone e rispetto delle regole in mare. Lo stesso mare che spesso lascia a secco di onde, con previsioni di calma piatta che possono durare settimane intere. “L'importante è continuare ad allenarsi, mantenersi sempre in forma – conclude Alessandro Grande – Quando non possiamo domare le onde prendiamo gli skateboard e proviamo le manovre sulle rampe”. Godersi la vita, dunque, un'onda alla volta.

 

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