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"Ceglie non è un quartiere per disabili", uffici inaccessibili in carrozzella: le difficili giornate di Giuseppe e Antonio - VIDEO

"Ceglie non è un quartiere per disabili", uffici inaccessibili in carrozzella: le difficili giornate di Giuseppe e Antonio - VIDEO

Marciapiedi troppo stretti, scalini rialzati e uffici pubblici inaccessibili. Verrebbe da dire che Ceglie del Campo non è un quartiere per disabili. E in effetti qui le barriere architettoniche non rappresentano la sporadica episodicità, ma un elemento costante per chi vive in carrozzina.

 

Giuseppe e Antonio, che a Ceglie hanno casa, devono in qualche modo barcamenarsi ricorrendo all’aiuto di familiari o conoscenti per compiere le più basilari operazioni. Partendo dalla Delegazione Municipale, la sede ubicata a pochi giri di ruota dalla Madonna del Buterrito è inaccessibile per un disabile. Tant’è che si sta pensando di creare un front-office al piano terra. Poco più in là, scansando le auto di passaggio, lo stesso problema si pone per l’Ufficio postale.

 

Giuseppe e Antonio possono ritirare la pensione solo grazie alla disponibilità degli impiegati, che li raggiungono all’esterno mentre loro attendono sulla sede stradale. Nella speranza che non ci siano auto in sosta e che fuori non faccia troppo freddo. Ma anche solo percorrere le piccole strade del quartiere è tutt’altro che agevole. Solo fino a poche settimane fa per accedere alla villa comunale erano costretti a circumnavigare tutta Piazza Vittorio Emanuele per raggiungere l’unico scivolo presente. Un recente intervento operato dal Comune ha migliorato questa situazione, ma non risolve i problemi di tutti quanti gli altri marciapiedi.

 

Perfino l’ufficio dell’INPS, dotato di uno scivolo in legno, è impossibile da raggiungere. Dal Comune intanto fanno sapere che andrà presto in gara il PEBA (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche). Un accordo quadro da 900mila che permetterà di compiere interventi mirati proprio nei quartieri.

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"Ceglie non è un quartiere per disabili", uffici inaccessibili in carrozzella: le difficili giornate di Giuseppe e Antonio - VIDEO

Marciapiedi troppo stretti, scalini rialzati e uffici pubblici inaccessibili. Verrebbe da dire che Ceglie del Campo non è un quartiere per disabili. E in effetti qui le barriere architettoniche non rappresentano la sporadica episodicità, ma un elemento costante per chi vive in carrozzina.

 

Giuseppe e Antonio, che a Ceglie hanno casa, devono in qualche modo barcamenarsi ricorrendo all’aiuto di familiari o conoscenti per compiere le più basilari operazioni. Partendo dalla Delegazione Municipale, la sede ubicata a pochi giri di ruota dalla Madonna del Buterrito è inaccessibile per un disabile. Tant’è che si sta pensando di creare un front-office al piano terra. Poco più in là, scansando le auto di passaggio, lo stesso problema si pone per l’Ufficio postale.

 

Giuseppe e Antonio possono ritirare la pensione solo grazie alla disponibilità degli impiegati, che li raggiungono all’esterno mentre loro attendono sulla sede stradale. Nella speranza che non ci siano auto in sosta e che fuori non faccia troppo freddo. Ma anche solo percorrere le piccole strade del quartiere è tutt’altro che agevole. Solo fino a poche settimane fa per accedere alla villa comunale erano costretti a circumnavigare tutta Piazza Vittorio Emanuele per raggiungere l’unico scivolo presente. Un recente intervento operato dal Comune ha migliorato questa situazione, ma non risolve i problemi di tutti quanti gli altri marciapiedi.

 

Perfino l’ufficio dell’INPS, dotato di uno scivolo in legno, è impossibile da raggiungere. Dal Comune intanto fanno sapere che andrà presto in gara il PEBA (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche). Un accordo quadro da 900mila che permetterà di compiere interventi mirati proprio nei quartieri.

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