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Bari, 50 anni fa aveva un orto nel Parco 2 Giugno. Vito è la memoria storica di Carrassi: "Oggi questo posto è stato calpestato"

Bari, 50 anni fa aveva un orto nel Parco 2 Giugno. Vito è la memoria storica di Carrassi: "Oggi questo posto è stato calpestato"

Una distesa di campagna, una casa rurale. Ad immaginarlo oggi sembra strano, ma per chi lo ha visto con i propri occhi questo era il quartiere Carrassi più di cinquant’anni fa. E a consegnare il ricordo è Vito, classe 1931, da molti considerato la memoria storica di parco 2 giugno. La sua famiglia era proprietaria di una parte di quei terreni. Al fianco della sua mamma Vito si occupava di curare uno degli orti che sorgevano sull’attuale terreno del parco. Nel frattempo studiava per diventare geometra.

 

Corso Alcide De Gasperi era la via provinciale che portava a quella che all’epoca era una frazione, Carbonara. E per muoversi si usava soprattutto il tram. Per chi custodisce il ricordo di ciò che era ieri il pensiero del luogo che è oggi, non può lasciare indifferente. Ed è questo, forse, il dispiacere più grande nel cuore di Vito.

Bari, 50 anni fa aveva un orto nel Parco 2 Giugno. Vito è la memoria storica di Carrassi:
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Bari, 50 anni fa aveva un orto nel Parco 2 Giugno. Vito è la memoria storica di Carrassi: "Oggi questo posto è stato calpestato"

Una distesa di campagna, una casa rurale. Ad immaginarlo oggi sembra strano, ma per chi lo ha visto con i propri occhi questo era il quartiere Carrassi più di cinquant’anni fa. E a consegnare il ricordo è Vito, classe 1931, da molti considerato la memoria storica di parco 2 giugno. La sua famiglia era proprietaria di una parte di quei terreni. Al fianco della sua mamma Vito si occupava di curare uno degli orti che sorgevano sull’attuale terreno del parco. Nel frattempo studiava per diventare geometra.

 

Corso Alcide De Gasperi era la via provinciale che portava a quella che all’epoca era una frazione, Carbonara. E per muoversi si usava soprattutto il tram. Per chi custodisce il ricordo di ciò che era ieri il pensiero del luogo che è oggi, non può lasciare indifferente. Ed è questo, forse, il dispiacere più grande nel cuore di Vito.

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