/* pubblicità google */ /* pubblicità automatica negli articoli */

Bollo auto, è caccia ai morosi: in Puglia partiti 700mila avvisi di accertamento

Bollo auto, è caccia ai morosi: in Puglia partiti 700mila avvisi di accertamento

80 milioni di evasione prevista per il solo 2017. Il 35% in meno rispetto al totale di 340 milioni di euro che potrebbero entrare alla regione ogni anno. Un giro fa quasi 8 miliardi di euro in tutta Italia. Stiamo parlando del bollo auto, forse il più indigesto tra i tributi che gravano sui cittadini. Una tassa ingiustificata secondo molti che, difatti, scelgono di procrastinare il pagamento il più possibile. Proprio in questi giorni sono quasi 700mila i morosi che stanno ricevendo in Puglia (ma in realtà anche nelle altre regioni) delle raccomandate contendenti atti di accertamento relativo al mancato pagamento per l’anno 2015.

 

Una bella mazzata per chi magari ha accumulato più annualità di ritardo e adesso si ritrova con un debito importante nei confronti della Regione. Peraltro lo scorso anno, proprio per porre un argine alla dilagante evasione, l’ufficio preposto ha attivato la procedura prevista dall’art. 96 del codice della strada. Richiedere il pagamento integrale delle somme relative a tre anni consecutivi non versati, con riferimento al triennio 2012/2014, pena la radiazione del veicolo.

 

Un rimedio che ha consentito di aggiornare anche la banca dati escludendo tutti quegli autoveicoli che, rubati o rottamati, non erano stati cancellati per omessa dichiarazione del proprietario dal P.R.A. La procedura quest’anno non sarà ripetuta ma, comunque, in caso di mancato adempimento, non escluderà ulteriori conseguenze. Per esempio la notifica di una cartella di pagamento e nei casi estremi il fermo amministrativo del veicolo. Dalla Regione si difendono: “È una tassa istituita per legge dello Stato”. Per cui l’autonomia di manovra a livello locale è estremamente risicata. È lo Stato a imporne il pagamento. Fermo restando che poi, a beneficiarne, è il bilancio regionale.

 

Al cittadino, che non può sapere neanche con certezza a cosa saranno destinati quei soldi che finiscono come altri nel calderone generale (trattandosi di entrate libere non c’è nessun vincolo di utilizzo, es. miglioramento strade), non resta che pagare. Unica consolazione: se si provvede prima di ricevere l’atto di accertamento (la succitata letterina verde) si dovrà versare “solo” il 10% di mora.

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS

Utilizziamo cookies per fornirti la miglior esperienza di navigazione. Nessun tuo dato sensibile sarà salvato.