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Manifestazione Cgil a Bari: “In 30mila per inviare SMS al governo su pensioni, lavoro e interventi per il Sud”

Manifestazione Cgil a Bari: “In 30mila per inviare SMS al governo su pensioni, lavoro e interventi per il Sud”

Ci sono lavoratori, studenti e pensionati tra i 30mila che, secondo gli organizzatori, stanno sfilando nel corteo della Cgil a Bari dove sono arrivati da Basilicata, Campania, Calabria e da tutta la Puglia per la manifestazione 'Pensioni, i conti non tornano!' promossa oggi dal sindacato anche a Roma, Torino, Palermo e Cagliari. Tra le rivendicazioni ci sono la modifica dei criteri pensionistici affinché possano garantire un futuro anche ai giovani, politiche per l'occupazione e interventi concreti per lo sviluppo del Sud.

 

“La Puglia vi accoglie, grazie a tutti per essere venuti – dice dal palco Gigia Bucci, segretario Cgil per l'Area metropolitana di Bari, rivolgendosi ai tanti manifestanti che occupano piazza Prefettura in apertura di comizio-. Siamo qui per lanciare un messaggio chiaro alla politica italiana. Un messaggio che parte dal Sud e coinvolge giovani e meno giovani”.

 

"Parte da Bari - aggiunge il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo - la riposta del Mezzogiorno rispetto alle politiche economiche sbagliate del governo. Non si risolvono i problemi del Mezzogiorno solo con la decontribuzione e qualche sussidio. Abbiamo bisogno di un progetto vero di sviluppo. Le famiglie continuano a impoverirsi".

 

Sul palco di piazza Prefettura anche il segretario Cgil Nazionale, Roberto Ghiselli. “Grande e bella manifestazione. Siamo in piazza per mantenere l’impegno che abbiamo preso con la nostra gente – ha spiegato -. Sanare una grande ingiustizia fatta con la riforma Fornero che ha fatto pagare a tutti e soprattutto ai giovani il risanamento del paese. Su questi temi proseguiremo la mobilitazione fino a quando non avremo risposte. I giovani sono con noi perché sanno che il nemico non è il genitore ma chi nega il diritto allo studio, chi offre loro una prospettiva di precariato, chi li obbliga ad emigrare. Dobbiamo dare una speranza a queste generazioni. E per noi il tema delle pensioni è legato in maniera forte in maniera inscindibile al tema del lavoro. Ma se teniamo tanti anni le persone al lavoro quando permettiamo ai giovani di entrare? Qualcuno dovrebbe dire cosa hanno prodotto politiche di attacco al lavoro puntate solo su sgravi alle imprese. Fare mea culpa e correggere le politiche. Invece si continuano a regalare soldi a pioggia alle imprese e dilagano precariato e contratti a termine”.

 

“Anche questa di bilancio è sbagliata – continua Ghiselli - perché in continuità con le altre manovre senza investimenti su lavoro, su infrastrutture, sui giovani, sulla sanità. Sopratutto necessari al Sud. I conti non tornano non solo per le pensioni. Servono risposte di cui il paese ha bisogno. E il Governo non ha rispettato gli impegni presi. La battaglia del lavoro deve portare anche ad avere una pensione dignitosa. Nessuna risposta alle donne equiparate agli uomini nella condizione che sappiamo non essere uguale nella società e nulla è arrivato sul lavoro di cura. I conti non tornano perché già oggi l’Italia è il paese in Europa con l’età pensionabile più alta che ora si vuole legare alle aspettative di vita. E ancora i conti non tornano perché non si interviene sulla rivalutazione delle pensioni. La Cgil è un sindacato serio e responsabile e nonostante conosciamo le difficoltà che vive il paese saremo fedeli al patto preso con i nostri iscritti e i cittadini”.

 

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