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Ecco le rotatorie di via Amendola, richiameranno tre temi dominanti di Bari: mare, quartiere murattiano e lama

In vista dell’imminente apertura del cantiere per l’allargamento di via Amendola, questa mattina l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, ha incontrato i rappresentanti dell’A.T.I. aggiudicataria per visualizzare la proposta progettuale dell’offerta tecnica migliorativa presentata in sede di gara che riguarda la sistemazione a verde delle tre rotatorie previste agli incroci di via Amendola: rispettivamente con via Hahnemann, via Laforgia e viale Einaudi.

 

La proposta di sistemazione a verde delle rotatorie è stata immaginata considerandole luoghi notevoli per contribuire alla riqualificazione del tracciato viario e dell’intero contesto urbano. Nella scelta progettuale, si è tenuto conto dell’importanza della riqualificazione di uno degli assi viari più importanti della città, oltre che della richiesta di ulteriore dotazione di verde urbano, ma si è voluto scegliere dei temi che mettessero in evidenza alcuni elementi caratteristici del tessuto urbano e del racconto della città, rappresentati dalla lama, dal quartiere murattiano e dal mare. Ogni tema andrà a caratterizzare l’allestimento delle singole rotatorie che saranno comunque coordinate e dialoganti tra loro attraverso l’utilizzo della pietra e degli ulivi. La narrazione delle icone territoriali, invece, sarà eseguita attraverso la forma e le scene interne. Ecco i dettagli.

 

Rotatoria Hahnemann – Il mare

 

Questa rotatoria dal diametro complessivo di 25 metri è delimitata lungo il perimetro da un cordolo sagomato in pietra di Apricena. L’organizzazione interna prevede una suddivisione pressoché equa tra un’area più naturale e permeabile, colmata a raso con ghiaia di fiume, e una più geometrica, pavimentata in pietra di Apricena, lavorata con bocciardatura fine. La parte naturale, posta sul lato est, ospita al suo interno tre degli ulivi ubicati rispettivamente in tre aree con forma e sviluppo curvilineo; il lato ovest è caratterizzato dal disegno di tre aiuole con andamento curvilineo che evocano la sinuosità delle onde marine. Al loro interno è prevista la piantumazione con schiere di stipa tenuissima, piante a basso portamento e con fogliame esile e filiforme che, con l’ondeggiare provocato dal vento, veicolano il tema del mare. Nell’aiuola intermedia interrompe la sequenza della stipa tenuissima l’episodica presenza della perovskia atriplicifolia, arbusto legnoso con fogliame verde-grigiastro e fiori di colore blu.

 

La narrazione del tema del “mare” è evocata anche nella scena notturna: venticinque proiettori segnapasso, con sorgente a led a basso consumo di colore blu (ciascuno da 1,5 w) incassati nel pavimento, forniscono un’illuminazione radente rivolta verso l’interno della rotatoria ponendo l’accento sulle piante e sugli arbusti delle aiuole.

 

Rotatoria Laforgia – Il quartiere murattiano

 

Anche questa rotatoria, nel rispetto delle previsioni del progetto esecutivo appaltato, ha forma circolare, un diametro di 25 metri ed è delimitata lungo il perimetro da un cordolo sagomato in pietra di Apricena. Il settore più ampio, pavimentato in ghiaia e interessato dalle tre aree con sviluppo curvilineo analoghe a quelle della rotatoria Hahnemann, è questa volta orientato sul lato ovest, ovvero dove si apre un vuoto rispetto alla parte opposta ove insiste la vegetazione della villa Bonomo e l’imponente edificio dell’Executive Center, su via Laforgia. Qui, infatti, si ripresenta la piantumazione di tre dei nove ulivi per cui è previsto il reimpianto.

 

Sulla parte opposta alla pavimentazione in pietra di Apricena, anch’essa analoga a quella utilizzata per la rotatoria Hahnemann, è interrotta da diciotto riquadri che compongono una maglia regolare, il cui rigore geometrico celebra la forma urbana del quartiere murattiano. Dodici di essi sono aiuole composte in cui si alternano essenze dal portamento contenuto e disegnato da foglie e fioriture caratterizzate da varianti cromatiche: Raphiolepis indica, arbusto sempreverde con fiori di colore rosa o bianco; Erigeron karvikianus, sempreverde e con fioritura di margheritine; Lavandula dentata candicans, con foglie verdi sulla pagina superiore e grigiastre sulla pagina inferiore e fioritura violacea; Helichrysum italicum, di colore grigio-biancastro e fiori gialli.

 

Alternate in modo casuale alle aiuole vi saranno sei strutture di forma parallelepipeda. Monoliti in lamiera di acciaio brunito con altezze variabili tra i 30 ed i 60 cm che disegnano lo skyline dei rigidi volumi degli isolati del quartiere murattiano.

 

Rotatoria Einaudi – la lama

 

Conserva le stesse dimensioni delle altre due, con una forma pressoché ellittica. Anche questa rotatoria è delimitata da un cordolo sagomato in pietra di Apricena, con cui sarà interamente pavimentata ad eccezione della parte centrale, connotata da un vasto e irregolare taglio curvilineo, segno di forte naturalità che richiama alla mente lo sviluppo fluido delle lame nella piana barese. Sui lati della grande aiuola centrale la continuità delle linee curve è interrotta da grandi massi di pietra calcarea di cava, a simboleggiare la roccia che affiora dal terreno e si fonde nella vegetazione. Sui due lati, est ed ovest, ancora una volta i tre ulivi radicati all’interno delle rispettive aiuole di forma curvilinea.

 

L’intera aiuola/lama è piantumata con diverse essenze: Spartium junceum “nana”, meglio nota come Ginestra caratterizzata da fiori di colore giallo oro; Lampranthus productus, pianta nana con una lunga e continua fioritura; Malephora lutea, anch’essa caratterizzata da una lunga fioritura e particolarmente adatta all’impiego per bordure stradali; Stipa tenuissima, con fogliame esile e filiforme di colore verde brillante; Bulbine frutescens, bulbosa tappezzante sempreverde con foglie succulente ed infiorescenze gialle. La scena luminosa notturna conferma ancora una volta la luce d’accento degli incassi luminosi rivolti verso le chiome degli ulivi (sorgente Led da 18W) e si arricchisce della presenza di incassi a radenza (sorgente Led da 8W) rivolti verso l’aiuola centrale e verso i massi rocciosi.

 

La proposta è stata realizzata dallo studio Romanazzi Boscia Associati srl e dall’architetto Vincenzo Russo, che hanno predisposto il progetto architettonico e paesaggistico delle tre nuove rotatorie per conto dell’A.T.I. composta da f.lli Andrisani srl di Polignano a Mare (mandataria), da Antonio Resta e C. srl di Bari (mandante), De Grecis di Bitonto (mandante), Elettromeccanica ed Impianti elettrici di Modugno (mandataria).

 

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