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Inceneritore Bari-Modugno, levata di scudi dopo l’autorizzazione. Decaro: “Un vero sopruso”

Inceneritore Bari-Modugno, levata di scudi dopo l’autorizzazione. Decaro: “Un vero sopruso”

Il progetto Newo, l'impianto di ossido-combustione che dovrebbe bruciare i rifiuti urbani indifferenziati nella zona industriale di Bari-Modugno, ha superato positivamente il procedimento di Via-Aia per la realizzazione e l'esercizio dell'attività di trattamento e coincenerimento di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, prodotti dal trattamento di biostabilizzazione di rifiuti di natura urbana. Le società Newso Spa e Ossigenopuro Srl, entrambe con sede a Foggia, hanno ottenuto per il progetto giudizio favorevole di compatibilità ambientale e autorizzazione integrata ambientale per l'installazione dell'impianto: la determinazione del dirigente della sezione autorizzazioni ambientali è stata pubblicata ieri sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia (n.17 del 1/2/2018).

 

Il provvedimento del dirigente della sezione autorizzazioni ambientali riporta il parere contrario del solo comune di Modugno e quelli favorevoli del comune di Bari (Ripartizioni urbanistica e Tutela ambientale), dell'Arpa, del Asi, dell'Asl (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) e della Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia, più alcuni nulla osta (anche quelli di Vigili del Fuoco e Aqp). L'impianto, quindi, è stato autorizzato ad un totale di rifiuti in ingresso non superiore a 264 tonnellate al giorno e a una produzione di 267 tonnellate al giorno di slurry (poltiglia fluida che tramite un reattore si trasforma in perle vetrose). L'impianto è stato in particolare autorizzato al trattamento di 250 tonnellate al giorno per la frazione di rifiuti derivante dal trattamento di rifiuti urbani, di 97,6 tonnellate al giorno per le acque di scarto del processo tmb (trattamenti meccanico-biologici) e di 4,5 tonnellate al giorno per il 'chiarificato' prodotto dal trattamento degli effluenti gassosi.

 

Stranezze made in Italy: l’inceneritore, la cui realizzazione è stata di fatto autorizzata dalle istituzioni, a cose fatte, non è gradito da alcuna di esse. I primi a dichiararsi contrari alla decisione presa sono stati i sindaci dell'Aro Ba2 attraverso un comunicato. "I sindaci dell'Aro Ba2 – si legge nella nota -, con il presidente Aro Nicola Magrone (Modugno), Fiorenza Pascazio (Bitetto), Giuseppe Giulitto (Bitritto), Giuseppe Delzotto (Binetto), Tommaso Depalma (Giovinazzo), Anna Zaccheo (Palo del Colle), Giuseppe Giannone (Sannicandro), hanno anche concordato anche sulla necessità di programmare un Consiglio Comunale per ciascun Comune nel quale proporre l'approvazione di un documento unico che ribadisca le motivazioni tecniche e politiche della contrarietà all'impianto Newo e che sottolinei la contraddizione della politica sui rifiuti della Regione Puglia, la quale da un lato si pronuncia a favore dell'economia circolare per la chiusura del ciclo dei rifiuti e dall'altro autorizza progetti di combustione/incenerimento degli stessi".

 

Ai sindaci dell'Aro Ba2, fa seguito una nota del governatore Michele Emiliano, che chiede ai propri uffici di rivalutare l’autorizzazione concessa “alla luce delle direttive politiche e tecniche di cui all'emanando Piano Regionale dei Rifiuti”.

 

Infine poi, arriva il commento di Antonio Decaro. "Ho scritto agli uffici regionali competenti al rilascio dell'autorizzazione – dice il sindaco di Bari - Ho motivato non solo politicamente, ma anche da un punto di vista amministrativo il mio parere assolutamente negativo in merito alla realizzazione dell'impianto di trattamento dei rifiuti. Il presidente, l'assessore all'Ambiente e l'agenzia regionale mi avevano rassicurato, manifestando pubblicamente il loro dissenso. Apprendo che, ciononostante, l'autorizzazione è stata rilasciata dagli uffici regionali senza nemmeno curarsi di riscontrare la nota da me inviata. Considero questo atto un vero sopruso che tra l'altro minaccia tutti gli sforzi che la città sta compiendo per aumentare le percentuali della differenziata con il sistema di raccolta porta a porta. Mi batterò con tutte le mie forze per impedire che tale impianto possa essere realizzato". "Chiedo agli uffici regionali - conclude Decaro - che venga immediatamente riaperta la conferenza dei servizi e di valutare le motivazioni al diniego espresse da me e dal direttore dell'agenzia regionale dei rifiuti".

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