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Bari, al via le attività di coastal rowing sul molo Sant’Antonio: “Un nuovo modo di intendere il canottaggio”

È stato presentato questa mattina a Palazzo di Città il programma della neonata associazione sportiva dilettantistica “Mare da amare” che, con sede presso il cantiere navale Sgobba sul molo Sant’Antonio, si propone di insegnare agli amanti del mare e ai semplici curiosi la pratica del coastal rowing: un modo meno agonistico e più incentrato sul rapporto uomo-natura di intendere il canottaggio. Ad illustrare le finalità dell’associazione la presidente Patrizia Rossini e l’assessore allo Sport, Pietro Petruzzelli.

 

Il progetto si avvale di una barca per le uscite in mare, non ancora programmate, e si svilupperà nello specchio di mare antistante il molo Sant’Antonio. A coloro i quali non sono mai entrati in acqua l’associazione, con l’ausilio di persone competenti, fornirà tutte le istruzioni necessarie per affrontare il mare adeguatamente.

 

“Tutti sanno quanto impegno l’amministrazione ha profuso per la valorizzazione degli sport nautici in città – ha spiegato l’assessore Petruzzelli -. Vela, canoa, canottaggio, sub, windsurf e altre discipline sportive legate al mare, consapevoli che in una città come Bari, spesso, c’è chi ha voltato le spalle al mare anche da un punto di vista sportivo. Questo rapporto deve essere modificato a partire dalle giovani generazioni. Quella dell’associazione ‘Mare da Amare’ è un’iniziativa dalla doppia valenza perché va vista non solo da un punto di vista puramente sportivo ma interpretata anche come una grande operazione di sensibilizzazione ai temi dell’ambiente e del rispetto del mare”.

 

“Ringrazio l’amministrazione per l’appoggio che ha fornito alla nostra associazione nell’organizzare questa iniziativa – ha detto Patrizia Rossini -. Noi viviamo della passione di persone che hanno riscoperto questo affascinante sport. Ci siamo dotati di un’imbarcazione adeguata con la quale possiamo uscire in mare e insegnare questa pratica sportiva. La nostra impostazione è duplice: consentire a quante più persone possibile di praticare gli sport nautici ma con un occhio alla difficile situazione nella quale versa l’ecosistema marino”.

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