Home Attualità Elezioni, crollo del Partito Democratico. Lacarra: “Bufera che coinvolge tutti, nessuno escluso”

Elezioni, crollo del Partito Democratico. Lacarra: “Bufera che coinvolge tutti, nessuno escluso”

“In generale chi ha il governo di un partito, di una comunità, è chiaro che comunque direttamente o indirettamente è responsabile ma tutti sono stati in qualche modo coinvolti da questa bufera”. Così il segretario del Pd Puglia, Marco Lacarra, ha risposto a chi gli chiedeva se il segretario del Pd, Matteo Renzi, sia responsabile del risultato negativo dei democratici a queste elezioni politiche.

“Se poi mi si chiede – ha aggiunto – se Renzi deve o non deve dimettersi, io dico che questa valutazione va fatta con attenzione. Non è questo il tema. Lei potrà dirmi ma che colpa ha lei, segretario regionale, su una dinamica nazionale? Noi siamo dirigenti di partito: il presidente della Regione, era in campo anche lui. Il sindaco di Bari, era in campo anche lui. Tutti – ha concluso – sono stati in qualche modo coinvolti da questa bufera. E in Puglia non è che abbiamo preso il 40% e quindi si può dire che abbiano voluto votare il buon governo pugliese”.

“È difficile dirlo – ha risposto poi Lacarra a chi gli chiedeva se sul risultato del partito in Puglia abbia pesato la contrapposizione tra Emiliano e Renzi -. Io sono dell’avviso che gli scontri non pagano mai in termini di consenso, perché si creano le fazioni e le fazioni sono sempre un fatto negativo all’interno di un partito. Quindi questo non paga. Però alla fine il risultato complessivo è il solito. La Puglia che sta sotto il dato nazionale. È accaduto sempre”.

“Se vogliamo recuperare consenso, penso sia indispensabile il recupero del rapporto con i giovani e con la base anche attraverso una rete capillare di amministratori che ragionino costantemente con il partito e che siano parte integrante del partito – continua Lacarra -. Qui invece abbiamo tante monadi, ognuna per conto suo, che ragionano in termini di consenso personale che poi non riescono a portare al partito”.

“C’è un dato – ha evidenziato -: i giovani non votano Pd, votano poco il Pd. E io dico che bisogna ripartire dai rapporti con la gente che noi abbiamo interrotto. Ora, territorio per territorio, bisogna individuare persone che possano costruire davvero un ponte con i bisogni della gente ai quali dobbiamo tornare a parlare in modo convinto. Perché non posso immaginare che il governo appena finito abbia fatto così tanti danni da perdere venti punti, ci devono essere altri elementi”.

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