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Presidio Padre Pio, Montanaro: “Al lavoro per soluzione tempestiva”. Probabile spacchettamento temporaneo

Presidio Padre Pio, Montanaro: “Al lavoro per soluzione tempestiva”. Probabile spacchettamento temporaneo

“Abbiamo sottoposto alla Regione un’ipotesi per il periodo transitorio, stiamo lavorando per una soluzione tempestiva”. A fare il punto sulla situazione del Presidio riabilitativo Padre Pio di Capurso è il Direttore Generale della ASL di Bari Vito Montanaro.

Dopo la pronuncia del TAR di Bari che ha respinto l’istanza cautelare proposta da GMS e Mefir, già nei prossimi giorni sarà riattivata la procedura per la messa a gara dei posti in convenzione finora gestiti dal centro di Capurso. Una soluzione che non si prospetta breve anche per il possibile evolversi giudiziario della vicenda. Resta dunque da sbrogliare la questione per ciò che concerne l’immediato, con un fabbisogno sanitario da coprire e circa 300 lavoratori col futuro in bilico.

Sono quasi una decina le società che hanno manifestato una disponibilità a condurre il periodo di transizione in attesa di una gara definitiva. Tra le varie ipotesi vagliate dalla ASL solo una però sarebbe stata considerata tecnicamente realizzabile, su quale essa sia però Montanaro mantiene il riserbo. Tuttavia sembrerebbe che per gli uffici regionali l’ipotesi più facilmente percorribile sarebbe quella di spezzettare su tre strutture diverse la totalità dei pazienti, soltanto in maniera provvisoria, in attesa naturalmente di affidare in via definitiva il pacchetto per intero ad un unico operatore.

Da diverse settimane si fa il nome del gruppo Segesta tra i possibili interlocutori per un affidamento temporaneo diretto. Mentre finirebbe in secondo piano la proposta del gruppo San Giovanni di Dio – Tre Fiammelle, che pure avrebbe già preso in locazione la struttura di Adelfia dove aveva prima sede la clinica riabilitativa. Alla finestra il vecchio gruppo che comunque non intende fermare la battaglia legale contro il deaccreditamento e che starebbe proseguendo a ricoverare privatamente i pazienti. Con le settimane che trascorrono inesorabilmente e i dipendenti, già in ginocchio per gli stipendi non percepiti, sempre più in ansia per il proprio futuro.

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