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Presidio Padre Pio, l’ira dei sindacati. Ficco (CGIL): “Regione ci convochi con soluzione transitoria già pronta. Lo avrebbe dovuto fare entro febbraio”

Presidio Padre Pio, l’ira dei sindacati. Ficco (CGIL): “Regione ci convochi con soluzione transitoria già pronta. Lo avrebbe dovuto fare entro febbraio”

In relazione agli ultimi sviluppi sulla vicenda del Presidio riabilitativo Padre Pio di Capurso, riceviamo e pubblichiamo una lettera di Domenico Ficco, segretario generale funzione pubblica della CGIL di Bari.

“Cosa aspetta la Asl a riprendere l'iter per l'affidamento delle prestazioni riabilitative un tempo detenute da soggetto ex accreditato? Non comprendiamo le motivazioni di questo attendismo. Non c'è tempo da perdere. Quel bando, che necessita di essere riadottato, sarà la strada che vedrà, in prospettiva, chiusa definitivamente un'annosa vicenda di violazioni al sacrosanto diritto dei lavoratori di percepire la propria retribuzione a fronte di una prestazione erogata.

Nel frattempo resta il problema della contingenza che va affrontato con estrema urgenza. Avevamo già segnalato il problema, prima di tutto, del vuoto assistenziale che si sta registrando. Attraverso le nostre Camere del Lavoro comunali infatti abbiamo notizia di utenti, affetti da patologie anche gravi, che non stanno ricevendo l'assistenza dovuta. Il diritto alla salute sta venendo meno e, credo, sia responsabilità di tutti porre argine immediatamente a questa deriva. Deriva che porta inevitabilmente con se anche un problema occupazionale - altrettanto emergenziale. In questi mesi, infatti, la GMS ha proceduto a sospensioni unilaterali dei rapporti di lavoro esimendosi dal dovere di corrispondere la retribuzione. Siamo al "diritto del lavoro creativo". Credo che in questa vicenda i lavoratori abbiano vissuto cose inimmaginabili. È il momento di dire basta e di farlo subito. Siamo a conoscenza di diverse realtà imprenditoriali che hanno manifestato la propria disponibilità a gestire il problema contingente senza ricadute occupazionali. Nell'ultima riunione di Task force si era paventata una soluzione di questo tipo. Bene, se la soluzione è percorribile - così come ci è stato prospettato - lo si faccia senza troppi indugi per il bene dei lavoratori e della collettività che necessita di assistenza. La Regione deve convocarci urgentemente con la soluzione transitoria già pronta. Lo avrebbe dovuto fare entro il 28 febbraio.

Non accetteremo ulteriori ingiustificati ritardi. Anzi, stiamo già valutando le eventuali responsabilità di coloro i quali non hanno fatto ciò che dovevano o lo hanno fatto tardi e male contribuendo ad aggravare il disagio che i lavoratori hanno subito nel corso dell'ultimo decennio”.

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