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Bari, la rabbia dei disabili gravi su Emiliano: “Senza assegno di cura da 8 mesi”. Lui: “Sono mortificato” – VIDEO

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Da luglio 2017 i disabili gravissimi in Puglia non ricevono dalla Regione l’assegno di cura mensile per le persone non autosufficienti. Per questo motivo, dalle 10.30 di questa mattina, le associazioni pugliesi che rappresentano i disabili gravi hanno organizzano un presidio di fronte alla sede della presidenza della Regione, sul lungomare Nazario Sauro. Nel video, le immagini raccolte in diretta Facebook sulla nostra pagina.

A manifestare sono AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), ANCL (Associazione Nazionale Ceroidolipofuscinosi) ANFASS, Rete A.MA.RE – Malattie Rare, Comitato 16 novembre, SFIDA, Uniti per i risvegli Puglia e Viva la Vita Onlus Italia.

“Da 8 mesi i disabili gravissimi in Puglia non ricevono dalla Regione Puglia l’assegno di cura mensile di 1000 euro proveniente dalle risorse stanziate dal Governo con il Fondo per la Non Autosufficienza 2016 – dicono le associazioni -. Tra i disabili gravissimi che non ricevono l’assegno di cura ci sono anche oltre 90 malati di SLA: tutte persone allettate, con respirazione e alimentazione assistite e bisognose di assistenza 24 ore su 24. La Regione Puglia, dopo aver rinviato al 26 marzo un incontro previsto oggi, al momento ha fatto solo promesse”.

Il presidente Emiliano è stato quindi costretto dai manifestanti a un confronto, prima in strada e poi negli uffici della Regione. “Sono mortificato – ha detto il governatore – Sto cercando di fare i conti con delle burocrazie che spesso hanno paura anche delle loro ombre. Stiamo cercando quindi di convincere chi materialmente dovrà fare i pagamenti a non aver timore di accettare il nuovo sistema”.

“Prendiamo atto delle dichiarazioni del presidente Emiliano e degli impegni di cui si è fatto carico – ha commentato Massimo Mauro, presidente di AISLA – . È vergognoso però che si attribuisca questo inaccettabile ritardo a questioni burocratiche e che il presidente e la Regione abbandonino i propri cittadini più fragili, lasciandoli senza un sostegno adeguato”.

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