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Associazione mafiosa, estorsioni e armi da guerra. Stangata al clan Capriati: 20 arresti a Bari e provincia - NOMI

Associazione mafiosa, estorsioni e armi da guerra. Stangata al clan Capriati: 20 arresti a Bari e provincia - NOMI

Dalle prime luci dell'alba a Bari e in provincia è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato che ha portato all'arresto di 21 persone, ritenute dagli investigatori esponenti di spicco e gregari del clan 'Capriati', attivo nel Borgo Antico, nel quartiere Murat, a Carrassi e in alcuni comuni del nord barese.

Gli arrestati dovranno rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e dall'uso delle armi, porto e detenzione di armi da guerra, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e continuate, associazione per delinquere aggravata e finalizzata alla realizzazione di furti.

In particolare, nel corso dell'indagine, è emerso che l'organizzazione criminale, con la forza dell'intimidazione, ha acquisito, attraverso una società, il controllo del servizio di assistenza e viabilità connesso ai traffici e alle operazioni portuali all'interno del Porto di Bari. Ha imposto l'acquisto di merci a diversi commercianti del quartiere Carrassi e dei comuni limitrofi. Ha imposto ai commercianti delle feste patronali, in primis a quelli operanti nella sagra della festa di San Nicola, l'acquisto di merci. Il clan, inoltre, aveva dato vita a un traffico di sostanze stupefacenti con approvvigionamento dalla regione Campania e vendita al dettaglio nella terra di Bari. Infine, è stata individuata a carico degli arrestati un'associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di furti in Puglia e Basilicata ai danni di grosse aziende commerciali. I poliziotti hanno quindi sequestrato un fucile mitragliatore, 10 pistole, un fucile a canne mozze, munizioni, refurtiva e droga.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e condotte dalla Squadra mobile della Questura di Bari, hanno portato in carcere:

Capriati Filippo, nato a Bari di anni 47;

Capriati Pietro, nato a Bari di anni 45;

Anaclerio Paolo Emanuele, nato a Bari di anni 33;

Arciuli Michele, nato a Bari di anni 38;

Arciuli Michele, nato a Bari di anni 46;

Borgia Matteo, nato a Bari di anni 30;

Colasuonno Francesco, nato a Bitonto di anni 31;

D'Alterio Salvatore detto "Sasà", nato a Napoli di anni 38;

Lorusso Gaetano detto "Nino la bionda", nato a Bari di anni 51;

Panza Pasquale, nato a Bari di anni 52;

Pappagallo Giuseppe, nato a Bari di anni 30;

Pappagallo Saverio, nato a Bari di anni 47;

Recchia Carmelo, nato a Castellana Grotte di anni 42.

Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti:

Cotrufo Vito Antonio, nato a Bitonto di anni 43;

D'Addabbo Giuseppe, nato a Bari di anni 47;

Maurelli Vito, nato a Modugno di anni 58;

Piperis Nicola, nato a Bari di anni 43.

L'obbligo di dimora, poi, è scattato nei confronti di Loseto Nunzia, nata a Bari e di anni 49.

Infine, misure congiunte dell'obbligo di dimora e della presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria, sono state destinate a Grottone Giuseppe, nato a Grumo Appula di anni 27, ed a Valente Giulio, nato a Bisceglie di anni 36.

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