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Bari, prostituzione minorile al San Nicola: tre in manette. Adescavano vittime sui social poi sesso in cambio di pochi euro


Bari, prostituzione minorile al San Nicola: tre in manette. Adescavano vittime sui social poi sesso in cambio di pochi euro

Tre persone, rispettivamente di 58, 51 e 46 anni, avrebbero adescato minorenni su internet per compiere con loro atti sessuali in cambio di pochi spiccioli nelle vicinanze dello stadio San Nicola di Bari. Si tratta di tre incensurati della provincia di Bari che sono stati arrestati dai Carabinieri nell'ambito della più ampia indagine della Procura di Bari su un presunto giro di prostituzione minorile che nei mesi scorsi ha portato ad altri tre arresti.

Il 58enne arrestato svolgeva l’attività di insegnante privato di musica e fotografava soprattutto le gambe dei bambini in pantaloncini. Dovrà rispondere di atti sessuali su minore, sfruttamento della prostituzione, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Oltre a lui sono finiti in carcere un pasticcere, l’uomo di 51 anni, e ai domiciliari un amico 46enne di quest'ultimo.

Sul telefono dell'insegnante di musica gli investigatori, coordinati dal pm Marcello Quercia, hanno trovato più di 20mila fra foto e video, in gran parte autoprodotti, che ritraevano parti del corpo di bambini, come le gambe, su mezzi pubblici o per strada. Sono stati trovati sui dispositivi di tutti e tre gli indagati numerosi video pedopornografici scaricati da internet. I contatti con le giovanissime vittime avvenivano tramite le chat di Whatsapp e Facebook, mentre l'adescamento avveniva su social network come Badoo. Il 46enne si sarebbe messo in contatto anche con minorenni fuori regione, facendo poi da tramite tra questi ragazzi e altri clienti: è stato accertato, infatti, il coinvolgimento di un 16enne campano.

Le vittime delle attenzioni sessuali dei tre baresi arrestati per presunti reati commessi tra il 2014 e il 2017 sarebbero quattro: due sono di etnia rom e due italiani, tutti minorenni. Tre di loro, nel frattempo, hanno compiuto 18 anni. Le indagini sono partite dall'analisi dei tabulati telefonici e delle chat trovate sui telefoni dei due rom e in particolare del più piccolo: all'epoca dei fatti 13enne, ancora oggi minorenne e collocato in una comunità protetta. Il ragazzino era la vittima dei due anziani arrestati un anno fa. Sul suo cellulare gli investigatori hanno trovato centinaia di contatti con diversi soggetti, tutti uomini adulti, tra i quali due degli uomini arrestati oggi.

È emerso che gli atti sessuali avvenivano sempre in auto, in zone di campagna. Nel caso dei minorenni rom l'appuntamento avveniva nella zona dello stadio San Nicola di Bari, mentre per i due italiani, entrambi appartenenti a famiglie umili e secondo gli inquirenti ignare di tutto, avveniva alle periferie delle loro città di residenza, una nel Barese e l'altra nella Bat. In cambio di quei rapporti sessuali i minorenni ricevevano piccoli regali o pochi spiccioli: nello specifico di quanto è saltato fuori dalle indagini, cinque euro o un pacco di sigarette e un profumo.

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