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Omicidio estetista a Mola di Bari, nuova prova riapre processo: video potrebbe spostare orario del delitto

Omicidio estetista a Mola di Bari, nuova prova riapre processo: video potrebbe spostare orario del delitto

Una nuova prova depositata nell'udienza dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Bari sull'omicidio della 29enne italo-brasiliana Bruna Bovino, uccisa il 12 dicembre 2013 nel centro estetico che gestiva a Mola di Bari, riapre il processo a carico del presunto assassino, il 36enne Antonio Colamonico, ex compagno della vittima.

 

Si tratta di un video che potrebbe spostare di circa un'ora il momento del delitto. Colamonico, condannato in primo grado alla pena di 25 anni di reclusione e in carcere per il delitto dall'aprile 2014, è accusato di omicidio volontario e incendio doloso, appiccato secondo l'accusa per cancellare le prove del delitto appena compiuto. Il corpo della vittima, infatti, fu trovato semicarbonizzato sul pavimento del centro estetico, fra brandelli di indumenti e sangue, dopo che la donna venne uccisa con 20 colpi di forbici e strangolata.

 

Il processo è stato rinviato al 6 giugno per il conferimento dell'incarico al perito. Nelle immagini, i cui fotogrammi sono stati depositati oggi dai difensori di Colamonico, gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Nicola Quaranta, si vede una coppia che prende un caffè alle 18.15 nel bar vicino il centro estetico dove è morta la 29enne. Stando all'ipotesi accusatoria la donna sarebbe morta intorno alle 17, quindi più di un'ora prima.

 

L'uomo che si vede nelle immagini è un commerciante che ha un laboratorio di tatuaggi lì vicino e ha sempre dichiarato di aver visto e salutato la vittima dopo aver preso quel caffè, mentre andava via e passava davanti al centro estetico. Se così fosse, ad ucciderla non potrebbe essere stato Colamonico, perché a quell'ora era già a Polignano e lo confermano le celle telefoniche. Accogliendo l'istanza della difesa dell'imputato, i giudici hanno quindi disposto una perizia sul video "al fine di verificare il momento in cui (i testimoni, ndr) avevano visto e salutato la vittima e perciò al fine di individuare l'esatto momento di commissione del delitto". I giudici hanno inoltre disposto che entrambi i testimoni siano nuovamente sentiti nel processo.

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