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Bari, follia in piazza Umberto: bambina di 13 anni picchiata da un coetaneo. “Le ha dato un cazzotto in faccia”

“L’ha afferrata per un braccio, le ha messo una mano al collo e con una forza indicibile le ha sferrato un cazzotto in faccia. Non potevo non intervenire”. Il racconto è di un avvocato barese di 38 anni testimone, suo malgrado, dell’ennesimo episodio di follia andato in scena martedì scorso nei pressi di piazza Umberto. “Ho deciso di raccontare quanto accaduto perché credo sia arrivato il momento di fare qualcosa. Nel mio piccolo, ho fatto quanto era nelle mie possibilità, ma quella piazza ha bisogno di una vera e propria rivoluzione”.

L’episodio, grave in senso assoluto, diventa spaventoso una volta appresa l’età dei protagonisti: 13 anni lei, 12 anni lui e 15 anni il complice. “Tutti di Bari, a giudicare dall’accento. La ragazza gridava – spiega l’avvocato -, dopo l’aggressione poi, è scoppiata a piangere ed è salita sul primo pullman. Il ragazzino più piccolo, quello che le ha dato il cazzotto, se la rideva con il più grande. Stavano andando via in sella alle loro biciclette così mi sono avvicinato e li ho bloccati. Il più grande, a quel punto, ha preso bici e me l’ha buttata su una gamba: ho ancora i lividi. Dopo qualche secondo di colluttazione sono scappati ma fortunatamente sono stati fermati dai militari dell’esercito che stazionano sulla via e da alcuni agenti della Polizia Locale”.

“L’aggressione è avvenuta davanti a una decina di testimoni – racconta ancora l’avvocato – ma sono stato l’unico ad intervenire. Alcuni extracomunitari hanno risposto che loro non vogliono sporcarsi le mani ma tutto questo è inconcepibile. I ragazzini? Hanno detto che stavano giocando. Il più grande ha detto anche che la ragazzina è sua cugina. Non so come andrà a finire questa storia, io resto a disposizione delle forze dell’ordine con la mia testimonianza ma in ogni caso, lì in piazza Umberto, bisogna fare qualcosa: quattro soldati dell’esercito e due vigili municipali non possono riuscire a gestire tutte quelle situazioni che troppo spesso si creano all’interno del giardino. Ho scritto anche al sindaco Decaro, spero possa prendere provvedimenti”.

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