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Emergenza Palagiustizia, Csm: "Urge intervento. Non si può attendere"

Emergenza Palagiustizia, Csm: "Urge intervento. Non si può attendere"

Dopo la delibera approvata all'inizio del mese il Csm torna a sollecitare un intervento urgente di fronte alla situazione difficilissima in cui si trova la giustizia barese, celebrata in una tendopoli, dopo che il palazzo che ospita gli uffici giudiziari è stato dichiarato inagibile. Una situazione diventata ancora più insostenibile dopo l'alluvione dei giorni scorsi.

 

"Le tende sono finite sott'acqua e nel fango, i fascicoli galleggiavano: uno spettacolo da Terzo mondo" ha detto in apertura del plenum il consigliere laico Antonio Leone, invitando il Csm a protestare "perché non si vede uno spiraglio" e a rivolgere una sollecitazione al ministro della Giustizia perché "prenda di petto la situazione, anche con provvedimenti tampone, ma dignitosi".

 

"Il Csm deve avere una risposta", è la convinzione espressa dalla consigliera laica Paola Balducci che in questi giorni ha visto da vicino i danni ulteriori provocati dall'alluvione che hanno reso ancora più precaria la situazione di uffici delicati, come la procura che pure "tra ieri e oggi ha emesso numerose ordinanze di custodia cautelare tra difficoltà inenarrabili". Una preoccupazione condivisa anche da un altro dei consiglieri pugliesi, il togato Ercole Aprile, che ha chiesto di attivare "in tempi ragionevolmente brevi" il tavolo tecnico tra ministero e Csm per monitorare quello che si sta facendo.

 

La proposta di Aprile ha avuto il sostegno del vice presidente del Csm Giovanni Legnini , che ha sottolineato "l'urgenza di pervenire a una decisione" e ha ricordato che già con la sua delibera, Palazzo dei marescialli ha chiesto al ministro Bonafede di utilizzare gli strumenti di straordinaria urgenza previsti dal nostro ordinamento.

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