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Frode da 300 milioni di euro, in manette 17 persone in tutta Italia: arresti anche nella provincia di Bari

Frode da 300 milioni di euro, in manette 17 persone in tutta Italia: arresti anche nella provincia di Bari

Per una frode fiscale da quasi 300 milioni di euro messa in atto da un’associazione per delinquere tramite un consorzio di società del settore della macellazione sono state arrestate 17 persone: cinque, tra cui due commercialisti, sono finite in carcere e dodici agli arresti domiciliari. In più, per quattro liberi professionisti è stato applicato l'obbligo di firma, l'interdizione per un anno dall'esercizio dell'attività e il divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

 

Questo il bilancio di un'operazione della Guardia di Finanza di Rho, in provincia di Milano, nella quale sono indagate oltre 50 persone. Per l’operazione sono stati impiegati oltre 200 finanzieri che hanno eseguito arresti e perquisizioni nelle province di Bari, Bergamo, Biella, Brescia, Caserta, Crotone, Fermo, Foggia, Forlì-Cesena, Lecce, Macerata, Milano, Modena, Novara, Rimini, Roma, Savona, Taranto, Teramo, Torino, Venezia e Vercelli.

 

I risultati dell'operazione odierna si sommano alla precedente indagine della direzione distrettuale antimafia di Bari (coordinata dal pubblico ministero Isabella Ginefra), che, a marzo scorso, aveva portato all'arresto di Francesco Giordano, Francesco Putignano ed Emanuele Sicolo (quest'ultimo ritenuto vicino al clan Parisi). Tutti e tre sono attualmente in carcere. In quell'occasione Francesco Giordano fu arrestato con l'accusa di riciclaggio e gli furono sequestrati beni per un valore di 4 milioni e mezzo di euro.

 

Le 21 ordinanze, eseguite quindi in tutta Italia, hanno portato anche al sequestro ai fini della confisca di oltre 90 immobili: ville di lusso, appartamenti, ristoranti, locali notturni, 2 yacht, più di 200 compendi societari, conti correnti, disponibilità liquide, gioielli e 7 cassette di sicurezza per un valore complessivo di circa 60 milioni.

 

Le indagini hanno permesso di ricostruire una frode, attuata mediante la costituzione di un consorzio di società operanti nel settore della macellazione e della lavorazione delle carni e cioè il consorzio 'Servizi Globali Società consortile per azioni' con sede e uffici in provincia di Milano. In particolare, è stata eccepita l'inconsistenza dell'intera struttura consortile utilizzata dai vertici del sodalizio per la progressiva monopolizzazione del mercato nazionale di riferimento e per la movimentazione di ingenti masse di capitali illeciti. Si trattava in realtà di società intestate a ‘prestanome’ nelle quali venivano sistematicamente creati rilevanti crediti Iva fittizi, attraverso la presentazione di dichiarazioni annuali fraudolente e infedeli.

 

"Illeciti tributari di così ingenti proporzioni finiscono, per i contatti e le strutture serventi di cui necessitano, ad intrecciarsi con gli affari della criminalità organizzata", in particolare quella pugliese. Lo scrive, nell’ordinanza, il gip Guido Salvini. Il giudice, nel suo provvedimento, ha ricordato che i pm della Dda di Bari hanno avviato "indagini relative all'associazione di tipo mafioso denominata 'Parisi', attiva anche nel settore della macellazione delle carni e che a uno dei suoi esponenti, Sicolo Emanuele, arrestato nel marzo 2016, faceva capo la società Lavoro Magico con sede a Bitonto, sottoposta a sequestro preventivo". Come riporta il gip, tale società nel 2015 e nel 2016 aveva ricevuto "bonifici per somme considerevoli, pari a oltre 1 milione di euro, a fronte di fatture per operazioni inesistenti, emesse appunto da Lavoro Magico nei confronti di numerose società consorziate al consorzio SG".

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