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Bari, Palagiustizia: lo sgombero si farà ma potrebbe essere posticipata la data del 31 agosto

Lo sgombero del Palagiustizia di via Nazariantz non è in discussione. Al massimo, qualora arrivasse una richiesta formale dalla proprietà supportata da valutazioni tecniche, potrebbe essere posticipata la data dello sgombero attualmente fissata al 31 agosto. Lo si apprende da fonti del Comune di Bari, che chiariscono che nessuna comunicazione ufficiale è finora giunta agli uffici di Palazzo di Città in merito alla nuova perizia che avrebbe rilevato una attenuazione del rischio crollo dopo il parziale svuotamento del palazzo.

L’integrazione alla perizia commissionata dalla Procura sul rischio crollo dell’immobile è stata consegnata venerdì scorso al procuratore, Giuseppe Volpe, ed è il risultato di sopralluoghi effettuati dai tecnici dopo l’alleggerimento dei piani superiori del palazzo dai carichi pesanti (armadi, fascicoli e casseforti), come consigliato dal consulente della Procura e prescritto nell’ordinanza di sgombero dell’edificio. Fino ad oggi sono stati trasferiti 300 armadi e 25 casseforti dai piani terzo e quarto al seminterrato, mentre saranno trasferiti nei prossimi giorni gli armadi dei singoli magistrati e altre 35 casseforti. La polizia giudiziaria ha già lasciato l’edificio.

A quanto si apprende, l’integrazione alla prima perizia, che aveva prospettato un rischio crollo asintomatico, confermerebbe le previsioni: con l’alleggerimento dei carichi ai piani superiori, il palazzo sarebbe più stabile e questo potrebbe consentire di procedere al trasloco in tempi più lunghi.

Continuano, comunque, i lavori di adeguamento dell’ex Tribunale di Modugno, che ospiterà le udienze penali dal primo ottobre (dopo la scadenza del decreto legge che ha sospeso i processi) e del palazzo di via Brigata Regina, dove dovrebbero trasferirsi Procura e ufficio gip (con turni di lavoro perché non c’è spazio per tutti), in attesa di un secondo trasloco in una sede unica. Si aspettano, infatti, comunicazioni dal Ministero della Giustizia sulla cosiddetta “soluzione ponte”: l’immobile che dovrà ospitare tutti gli uffici penali fino alla realizzazione della cittadella nell’area delle ex Casermette.

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