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Bitonto, ferirono innocente per strada durante un agguato: arrestato Boss conte e un gregario

Due ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dai Carabinieri di Molfetta nei confronti di altrettanti pregiudicati di Bitonto, ritenuti a vario titolo responsabili di lesioni personali aggravate, detenzione, porto abusivo illegale di armi e spari in luogo pubblico, reati commessi in concorso tra loro, con l’aggravante di aver agito per favorire il sodalizio mafioso di appartenenza.

 

La vicenda si inquadra nella violenta faida in corso tra due gruppi criminali di Bitonto, in lotta per conquistare il controllo delle piazze di spaccio. Da un lato il clan Conte e dall’altro quello dei Cipriano, rispettivamente attivi nella periferia e nel borgo antico, zone in cui i contrasti armati sono culminati nell’accidentale uccisione dell’83enne Anna Rosa Tarantino e il ferimento di uno degli affiliati al gruppo Cipriano.

 

I destinatari del provvedimento sono il 48enne Domenico Conte, al vertice dell’omonimo clan e attualmente rinchiuso nel carcere di Agrigento e Danilo Gentile, di 23 anni. Secondo quanto appreso lo scorso 14 marzo i due avrebbero preso parte a un raid punitivo all’interno dei vicoli del centro storico del paese, con lo scopo di eliminare un esponente del sodalizio rivale, quale risposta al ferimento di due loro uomini (Giuseppe Antuofermo e Luca Caldarola).

 

L’agguato è avvenuto dal tetto di un’abitazione di piazza di Porta Robustina di Bitonto. I due, armati di una pistola calibro 357 Magnum, non appena visto il rivale, avrebbero esploso cinque colpi contro lo stesso, mancando il bersaglio, ma colpendo alla gamba destra la 29enne Angela Caldarola, un’innocente che casualmente si trovava a passare in zona. Le indagini hanno consentito di rinvenire sul tetto dell’abitazione i cinque bossoli presumibilmente esplosi dagli indagati, così come di ricostruire nel dettaglio gli eventi di quella serata. La successiva collaborazione con la giustizia da parte di gregari di spicco del clan Conte, ha consentito di arricchire ulteriormente il quadro probatorio raccolto e attribuire le responsabilità ai destinatari del provvedimento.

 

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