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Bari, ragazzina di San Girolamo violentata da due amici di famiglia: la lettera dei genitori della vittima

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Per oltre un anno e mezzo avrebbero violentato una ragazzina di 16 anni di San Girolamo costringendola a vedere film pornografici in loro compagnia e a subire, anche contemporaneamente, atti sessuali in garage. I due, un 69enne barese e un 45enne triggianese, entrambi amici di famiglia della vittima, sono stati arrestati il 4 agosto del 2017 dai carabinieri e oggi, mentre nelle aule del tribunale di Bari si sta tenendo il processo a loro carico, i genitori della giovane vittima, assistiti dall’avvocato Stefano Remine, hanno deciso di parlare. Lo fanno per mezzo di una lettera firmata ‘due genitori come tanti’: un lungo appello pubblico in cui chi è stato toccato dall’abominio della pedofilia invita tutti a non voltare la testa dall’altra parte. Mai e in nessun caso. Di seguito, il contenuto dello scritto.

“Oltre la giustizia che noi genitori reclamiamo senza misure ai riconosciuti abusatori di pedofilia – scrivono mamma e papà della giovane vittima delle violenze -, ricordiamo che la nostra vita familiare è condannata a vita: la quotidianità la viviamo solo di paure, immaginando quanti minori, per colpa dell’omertà, vengono tranciati, togliendo loro la serena infanzia e causando indecifrabili malesseri durante la loro crescita. Purtroppo per noi genitori colpiti da questo dramma è un’impresa riuscire ad avere momenti di svago, saper ridere e sorridere insieme alle nostre bambine. Un grazie dobbiamo dirlo a chi, in questa orribile vicenda, si è esposto a denunciare. Abbiamo instaurato con loro uno splendido rapporto e ricevuto completa vicinanza, uniti nel reclamare giustizia consacrata da condanne esemplari ai malati di pedofilia”.

“La pedofilia è insospettabile finché si viene scoperti e denunciati – continuano i genitori nella lettera -, ma quando l’insospettabile si rivela essere un amico che il giorno prima ti offriva una birra o un qualunque vicino conoscente che si rivela omertoso di fronte a tali reati, ti senti svuotato della tua esistenza intera. Vorremmo dire a coloro che eventualmente hanno avuto anche solo un sospetto che, non denunciando questi reati, sono diventati complici e hanno contribuito al dilagare degli abusi dando stimoli agli orchi. Chi omette non solo insegna ineducati e insani esempi agli stessi figli ma non capisce che questo orrore potrebbe capitare a chiunque. Gli omertosi, prima o poi, sentiranno di avere un’anima sporca e un giorno faranno i conti con le proprie coscienze”.

“Siamo e saremo un riferimento per chiunque avesse bisogno del nostro aiuto, del nostro consiglio o anche di una semplice parola di conforto – si legge alla fine della lettera -. Sperando che si riescano ad evitare altri casi come quello di nostra figlia”.

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