Home Cronaca Bari, gruppo mafioso gestiva servizi portuali: chieste 24 condanne nel clan Capriati

Bari, gruppo mafioso gestiva servizi portuali: chieste 24 condanne nel clan Capriati

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Condanne a pene comprese tra i 26 anni e i 16 mesi di reclusione sono state chieste dalla Dda di Bari per 24 imputati, ritenuti affiliati al clan Capriati di Bari, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, porto e detenzione di armi da guerra ed estorsioni, reati aggravati dal metodo mafioso, e furti, truffa e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Le richieste di condanna sono state formulate dal pm Fabio Buquicchio nel processo con rito abbreviato che si sta celebrando nell’aula ‘bunker’ di Bitonto dinanzi al gup del Tribunale di Bari Antonella Cafagna. Stando alle indagini della Dda di Bari, il clan aveva assunto di fatto il controllo del servizio di assistenza e viabilità all’interno del porto di Bari (più della metà dei 44 dipendenti della cooperativa che gestisce quei servizi è risultata composta da pregiudicati o da loro familiari).

Gli inquirenti hanno accertato anche che il gruppo criminale avrebbe obbligato i commercianti del mercato di Santa Scolastica e gli ambulanti della festa patronale di San Nicola del 2015 ad acquistare merce da fornitori amici utilizzando la forza di intimidazione del “brand Capriati”, oltre ad occuparsi delle attività tipiche della criminalità organizzata: traffico di armi e droga, furti e rapine.

Secondo la Dda ai vertici del gruppo mafioso c’erano i fratelli Filippo e Pietro Capriati, nipoti dello storico capo clan Tonino. Per Pietro Capriati e per il coimputato Gaetano Lorusso l’accusa ha chiesto la condanna più alta, a 26 anni di reclusione. Per Filippo la richiesta di condanna sarà formulata nella prossima udienza del 14 gennaio perché solo oggi l’imputato ha scelto di essere processato con il rito abbreviato. Per altri 13 imputati prosegue l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio. Nel procedimento sono costituiti parti civili l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ministero dell’Interno, Agenzia delle Entrate, Cooperativa Ariete e Associazione Antiracket Puglia.

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