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Terrorismo, somalo fermato a Bari. Salvini: “Mantenuto a spese degli italiani in uno Sprar. Ora vogliamo regole e legalità”

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“Prima ha ottenuto un permesso umanitario ed è stato mantenuto a spese degli italiani in uno Sprar, poi si è trasferito in un edificio occupato che è stato sgomberato a ottobre. Il caso dell’aspirante terrorista islamico di Bari, di nazionalità somala, ci conferma ancora di più che era necessaria una stretta sui permessi di soggiorno facili, sulle occupazioni abusive, sui fruitori di servizi pagati dai contribuenti”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nella mattinata in cui il Viminale ha diffuso un dossier sul decreto immigrazione convertito in legge il 1° dicembre scorso.

“Altro che buonismo e critiche al Viminale che ‘manda immigrati indifesi in mezzo alla strada’ – aggiunge Salvini -. Vogliamo regole, legalità, buonsenso. Aiutiamo solo i veri profughi, non balordi, delinquenti o clandestini. Grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell’Ordine e degli investigatori. Dopo il mio Decreto andiamo avanti, con più forza, per aumentare le espulsioni”.

“Lo Sprar continua ad esistere – si legge nel dossier del Viminale. Cambierà la denominazione: Siproimi, Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati, ma è “confermata la sperimentata e proficua modalità di accoglienza integrata che vede i sindaci protagonisti” nei progetti. Sono 877 quelli finanziati, per 35.881 posti, con 1.825 comuni interessati e con più di 27 mila persone accolte.

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