Home Cronaca Bari, affittano 11 case sul lungomare per far prostituire donne: arrestate 13...

Bari, affittano 11 case sul lungomare per far prostituire donne: arrestate 13 persone

Tempo di lettura stimato: 1 minuto

Tredici misure cautelari sono state emesse dalla Polizia Municipale di Bari nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di locazione di immobili a scopo di esercizio di casa di prostituzione e sfruttamento della prostituzione.

Le misure sono state eseguite nei confronti dei proprietari, Maria Corallo, e il marito Giuseppe Caffaro, entrambi in carcere. Ai domiciliari sono finiti i gestori degli immobili, Nunzia Settembrini, Nicola Carrassi, Maria Casamassima e Antonio Perchinella, assieme al senegalese Mouhamadou Samb e Francesco De Carolis (per lui obbligo di dimora), che a titolo oneroso garantivano protezione e assistenza alle donne che si prostituivano. Tra gli altri arrestati anche Maria Abbrescia, attualmente ai domiciliari, mentre sono stati sottoposti all’obbligo di dimora Giulia Lorusso, Angela Borgia e Anna Lorusso.

L’attività ha portato anche al sequestro preventivo di undici immobili, tutti situati a Bari, nella zona del lungomare Di Cagno Abbrescia e su via Alfredo Giovine, nei pressi degli stabilimenti balneari “Pane e Pomodoro”, “Torre Quetta”, “Il Trullo”, inseriti in un vero e proprio “quartiere a luci rosse”. Gli immobili, secondo quanto appreso, erano locati a donne
extracomunitarie (soprattutto sudamericane) e di nazionalità rumena, che per usufruire degli ambienti, corrispondevano ai proprietari somme giornaliere di 100 e 150 euro euro. Le perquisizioni eseguite hanno consentito di sottoporre a sequestro somme di denaro in contante e libretti di deposito con ingenti importi, tutti nella disponibilità di proprietari e gestori.

Le indagini hanno portato alle misure odierne, grazie anche a intercettazioni telefoniche e assunzione di informazioni dai clienti e dalle persone offese. Sono stati anche acquisiti un video e un file audio che documentano le illecite pretese subite da alcune vittime.

Riceverai una mail per la validazione dell'iscrizione. Leggi la nostra guida alla privacy

Lascia un commento

Inserisci un commento!
Inserisci il tuo nome qui