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Turbata libertà degli incanti, frode nelle forniture e truffa in danno dell’Acquedotto Pugliese: due arresti a Bari

Finanza controlli
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All’esito di importanti riscontri investigativi inerenti illeciti connessi alle procedure di aggiudicazione di commesse pubbliche, sono state eseguite oggi a Bari due ordinanze di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone responsabili di reati contro la Pubblica Amministrazione. Nello specifico, agli arresti domiciliari sono finiti amministratore e gestore della società barese Chimica D’Agostino: i due dovranno rispondere di turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata e continuata in danno dell’Acquedotto Pugliese.

L’attività di indagine ha accertato condotte illecite nella partecipazione della società barese alle gare di evidenza pubblica per la fornitura di ipoclorito di sodio indette da Acquedotto Pugliese dal 2012 al 2016 la cui aggiudicazione era stata conseguita mediante produzione di falsa documentazione costituita da dichiarazioni non veritiere e certificati di analisi contraffatti relativi alle caratteristiche qualitative del solvente fornito, utilizzato come disinfettante nel trattamento delle acque destinate al consumo umano, in termini difformi rispetto alle prescrizioni dei bandi di gara. Al momento, stando a quanto sostenuto anche dal Gip, non risultano provate condotte suscettibili di arrecare concreto pericolo per la salute dei consumatori.

Nei confronti di quattro funzionari dell’Acquedotto (presidenti, componente delle commissioni per l’ aggiudicazione delle gare di appalto, responsabile del procedimento di più gare) la Procura ha richiesto l’applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’ esercizio del pubblico ufficio o servizio, sulla quale il giudice ha fatto riserva di provvedere all’esito degli interrogatori degli indagati. Ai pubblici ufficiali sono contestate condotte agevolative di quelle fraudolente ascritte agli arrestati, con un contributo consapevole e volontario alla consumazione dei reati in danno dell’ente pubblico.

Con separata ordinanza, poi, è stato disposto anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma di oltre un milione euro nei confronti della società barese: importo corrispondente ai profitti conseguiti dalla società in dipendenza dell’ illecita aggiudicazione.

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