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Bitonto, spariti 10 ulivi secolari. La denuncia di Coldiretti: “Tagliati e portati via per rivendere la legna”

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Furti in campagna per 300 milioni di euro di danni in un anno. L’ultimo della serie, nelle scorse ore, è accaduto a Bitonto dove sono spariti 10 ulivi secolari. A denunciarlo, in una nota, è Coldiretti Puglia.

“Tagliare 10 ulivi secolari per rivendersi la legna è un atto vile e assurdo – dice il presidente Savino Muraglia -, una volta di più alla luce del fatto che per 150 euro di valore della legna si sottraggono a un agricoltore, che dovrà aspettare decenni prima che i nuovi impianti possano entrare in produzione, almeno 10mila euro di reddito. Senza considerare che in questo modo si deturpa un patrimonio paesaggistico di valore inestimabile”.

“Hanno tagliato di notte 10 ulivi secolari del diametro di 1 metro e mezzo, di varietà ogliarola con innesti di coratina – spiega ancora Muraglia -. Ovviamente hanno portato via la legna del fusto, lasciando gli innesti più giovani. Inimmaginabile il dolore, misto al senso di impotenza, del nostro agricoltore che fino al pomeriggio aveva lavorato in quel fondo. Siamo molto preoccupati per le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, dove i nostri agricoltori vivono loro malgrado una quotidianità da far west, fatta di furti di prodotto, alberi, mezzi agricoli, racket e abigeato che si verificano quotidianamente in tutta la Puglia. È  una vergogna che ci si metta anche la criminalità, con tutti i problemi che il mondo olivicolo ha in questo momento, dalla Xylella alle gelate, fino al blocco del PSR per gli investimenti”.

“Assistiamo alla ‘stagionalità’ delle attività criminose in campagna – aggiunge Angelo Corsetti, direttore regionale di Coldiretti – . Perché squadre ben organizzate rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive da ottobre a dicembre e gli ortaggi tutto l’anno: con i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani in cima alla lista, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati. I furti sono praticamente quotidiani, tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne e non possiamo permetterci che continui ad essere messa a repentaglio l’incolumità dei nostri produttori”.

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